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"Il presidente del Consiglio sta partendo per il G20, un appuntamento con un'agenda importantissima. È possibile interrompere questa serie continua di minacce quotidiane di crisi che riempiono i giornali, preoccupano i mercati e danneggiano il peso e l'immagine dell'Italia sui tavoli internazionali?". Così il ministro per i Rapporti con il parlamento e per il Coordinamento delle attività di Governo, Dario Franceschini.
Matteoli, se decade cade anche il governo - "Chiediamo al Pd delle risposte precise, se ci sono il governo va avanti sennò non possiamo più stare insieme". Lo afferma Altero Matteoli lasciando la riunione dei senatori del Pdl. A chi gli chiede se il Governo chiuderà la sua durata con la decadenza del cavaliere, Matteoli risponde: "per forza". Matteoli critica la decisione del Pd di voler "applicare una legge che non può essere applicata perchè è retrodatata". Il senatore pidiellino precisa che "la questione non riguarda l'incostituzionalità della legge ma la sua applicabilità. Questa legge - aggiunge ancora - non è applicabile perchè retrodatata".
La prudenza ed il low profile che ieri gli consigliavano i figli e i vertici aziendali è durata meno di 24 ore. E così ad Arcore di fronte ai fedelissimi e in un vorticoso giro di riunioni con Denis Verdini e Daniela Santanchè e poi con Angelino Alfano, Silvio Berlusconi è tornato sul piede di guerra, pronto a mettere in discussione la tenuta del governo nel momento in cui il Partito Democratico scegliesse di votare in Giunta al Senato la sua decadenza. I tempi corrono e le trattative portate avanti dalle cosiddette colombe non sembrano approdare ai risultati sperati. Raccontano che l'ex premier sia ormai incontenibile di fronte all'atteggiamento ''irresponsabile'' e ''provocatorio'' dei Democratici ma soprattutto per il silenzio dietro cui si è trincerato il Quirinale. Agli uomini più fedeli l'ex capo del governo aveva confidato ormai da tempo di non aspettarsi nulla dal Capo dello Stato: Se avesse voluto - sarebbe stato il ragionamento fatto con chi oggi è andato ad Arcore - di occasioni per intervenire Napolitano ne ha avute molto nel corso di questi mesi. Napolitano segue con attenzione l'attualità politica e le fibrillazioni che ogni giorno aumentano evitando di intervenire e richiamando tutti alla nota diffusa il 13 agosto. D'altronde è il ragionamento consegnato agli ambasciatori pidiellini, e riferito allo stesso Berlusconi, si ragiona in ambienti parlamentari, la legge parla chiaro e tutti sono richiamati a rispettare procedure e passaggi formali per richiedere interventi da parte del presidente della Repubblica.
Che si riserva sempre di vagliare ogni situazione nei tempi e nei modi previsti da leggi, norme e prassi. E' pur vero che l'alternarsi di posizioni oltranziste ad atteggiamenti più morbidi fanno parte della strategia del Cavaliere che ora ha deciso di imboccare la strada di tenere comunque alta la pressione sul governo e gli alleati: in attesa di capire l'esito delle trattative che da giorni portano avanti le varie diplomazie. Che la situazione sia tutt'altro che serena lo dimostra la presa di posizione del vice premier Alfano e del capogruppo del Pdl al Senato, entrambi impegnati da giorni a evitare 'strappi' da parte dell'ex premier. La richiesta di Schifani di sostituire i membri della Giunta, dopo le dichiarazioni 'di parte' del presidente Stefano, e la presa di posizione del ministro dell'Interno contro i Democratici, a cui chiede ''chiarezza'' sull'interpretazione che intendono dare alla legge Severino, rappresentano da un lato un monito a palazzo Chigi, dall'altro vanno lette in chiave interna allo stesso Pdl come segnale inviato alla fazione più intransigente che si può tradurre così: i giochi non sono in mano solo ai falchi. Gli occhi sono dunque puntati sul Senato e sulle intenzioni dei Democratici, anche se è proprio su di loro che il Cavaliere non sembra avere dubbi: Hanno l'occasione di eliminarmi, non se la lasceranno sfuggire, ha ribadito oggi ai dirigenti del suo partito dopo averlo messo in chiaro parlando ieri con i figli e i vertici aziendali di Mediaset. Le contromisure sono tutte al vaglio: oltre al ricorso alla Consulta, c'e' anche quello a Strasburgo. Mentre l'idea di chiedere la grazia non sembra essere presa in considerazione, almeno per il momento: Io sono innocente - continua a ripetere ai suoi - chiedendo clemenza ammetterei colpe che non ho.