Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Pressione fiscale in lieve riduzione. Le manovre ipotizzate dal Governo sul cuneo fiscale riportano in riduzione la pressione fiscale nell'anno in corso e, in modo relativamente più marcato, nel 2015 quando gli
sgravi andranno a regime: è quanto stima Prometeia nel rapporto di previsione sulle prospettive di breve-medio termine dell'economia internazionale e italiana.
Secondo quanto emerge dallo studio, nel 2014 scende la pressione da tributi diretti, dal 15,3 al 15%. I nuovi sgravi Irpef si sommano ai maggiori effetti delle misure introdotte dalla legge di stabilità, sgravi Irpef e effetti dell'Ace sulle imposte delle imprese. Invece, tra le imposte indirette, spiega Prometeia, prevarrà nel primo anno l'effetto di aumento impresso dalla legislazione vigente, tra cui i maggiori incassi dalle imposte
immobiliari, e il gettito complessivo crescerà in termini di Pil dal 14,5 al 14,8%. A fine 2015, si conclude nel rapporto, il peso di entrate tributarie e contributi arriverebbe al 43,4%del Pil e resterebbe costante nell'anno successivo, attestandosi ancora a livelli massimi storici.
“La vera difficoltà è fare il primo cambiamento”, ha dichiarato il responsabile economico del PD, Filippo Taddei, intervenuto alla presentazione del rapporto a Bologna, “se convinciamo questo paese che la prima riduzione fiscale, finanziata da una riduzione proporzionale della spesa pubblica, avviene, allora noi convinciamo questo paese che questa riduzione fiscale è destinata ad essere permanente. La migliore garanzia dell'efficacia della politica economica e della riduzione fiscale che stiamo realizzando è la persistenza della sua copertura e quindi della permanenza dei suoi effetti. Volgiamo che quello che stiamo facendo duri sempre. Se questo accadrà la reazione di cittadini e imprese sarà superiore a quella che anticipiamo oggi”.
“Cottarelli”, ha proseguito Taddei, “stima risparmi in spesa corrente nell'ordine di 33,9 miliardi. Levate tutto quello che riguarda le pensioni, arrivate a 27. Levate tutto quello che sono clausole di salvaguardia, comunque ne rimangono 17. Dieci li abbiamo impegnati adesso, ne rimangono per lo meno altri 7. E 17 è un punto di Pil. Abbiamo questa differenza di tassazione su imprese e lavoratori, in questo paese, che è due punti di Pil rispetto, per esempio, alla Gran Bretagna. Almeno un punto di Pil è il risultato minimo che possiamo fare, ed è alla nostra portata”.