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Tutto fermo. Nessun segnale di ripartenza per i consumi. L'indicatore di Confcommercio (Icc) registra, ad aprile, un aumento dello 0,2% in termini tendenziali e una flessione dello 0,3% rispetto a marzo. La flessione congiunturale e il contenuto arretramento della media mobile a tre mesi, corretta dai fattori stagionali, evidenziano e confermano come i consumi siano ancora in una fase molto difficile per la quale non si intravede il punto di svolta. Tale situazione appare in linea con le dinamiche congiunturali rilevate nei primi mesi del 2014 dalla nostra economia, che segnalano le difficoltà di avvio di una fase di ripresa e di un miglioramento dell'occupazione.
La debolezza del ciclo economico ha determinato, a maggio, una lieve riduzione, la seconda consecutiva, del sentiment delle imprese, sintesi di andamenti non univoci delle aspettative degli operatori dei diversi settori produttivi. La dinamica tendenziale dell'Icc di aprile riflette una lieve crescita dello 0,2% della domanda relativa ai servizi e un calo dello 0,1% della spesa per i beni.
Ad aprile 2014, variazioni positive, rispetto allo stesso mese dello scorso anno, si rilevano per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+6,7%), per gli alimentari le bevande e i tabacchi (+1,7%), per i beni e servizi per ricreativi (+0,7%) e per gli alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+0,6%). Le riduzioni più significative si sono registrate per l'abbigliamento e le calzature (-2,4%), per i beni e servizi per la casa (-1,8%) dove ha pesato un calo significativo della spesa per l'energia elettrica, per i beni e servizi per la cura della persona (-1,0%).
In leggero calo è risultata anche la spesa per i beni e servizi per la mobilità (-0,4%). Le vendite di auto a privati continuano a registrare anche ad aprile un segno negativo. I dati destagionalizzati mostrano ad aprile un modesto ridimensionamento (-0,3%). In termini di media mobile a tre mesi, l'indicatore segnala un contenuto regresso. Il dato riflette una flessione dello 0,9% della domanda per la componente relativa ai servizi, mentre la componente relativa ai beni non registra alcuna variazione. Il dato destagionalizzato evidenzia che la domanda per consumi stenta ancora a crescere.
Segnali positivi potrebbero esserci nei prossimi mesi se ci saranno effetti positivi sui redditi dovuti alla riduzione del carico fiscale su parte dei contribuenti. Relativamente alle singole macro-funzioni di spesa i dati destagionalizzati confermano le difficoltà per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-1,6%), per i beni e servizi per la mobilità (-0,7%) e per l'abbigliamento e le calzature (-0,3%). Hanno registrato un aumento rispetto a marzo sia i beni e servizi ricreativi (+0,5%), sia gli alimentari, bevande e tabacchi (+0,4%), anche se in quest'ultima funzione di consumo il dato positivo è dovuto a un aumento significativo dei tabacchi, mentre la domanda di alimentari e bevande ha evidenziato un ridimensionamento.
Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di giugno 2014 si stima una variazione congiunturale dello 0,2% con un tasso di crescita tendenziale dell'inflazione pari allo 0,4%, in moderato rallentamento rispetto allo 0,5% registrato a maggio.