20 novembre 2014
20 novembre 2014

16:40 - Eternit, procura chiude indagine bis su oltre 200 morti: l'accusa è omicidio volontario

La procura di Torino ha chiuso le indagini dell'inchiesta 'Eternit bis', che riguarda oltre 200 morti avvenute a Casale Monferrato e Cavagnolo, dove si trovavano alcuni stabilimenti della multinazionale dell'amianto. Il provvedimento di 415 bis aggiorna la chiusura indagini già fatta dai pm Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace alcuni mesi fa. Il reato contestato a Stephan Schmidheiny nell'inchiesta Eternit bis, è di omicidio volontario continuato aggravato. E intanto, il giorno dopo la sentenza della Corte di Cassazione sul processo Eternit è il momento delle polemiche. Mentre a Casale Monferrato è stato proclamato il lutto cittadino, questa mattina è stato il premier Matteo Renzi a intervenire sul caso, sottolineando che "o quella vicenda non è un reato o se c'è un reato ed è prescritto, allora bisogna cambiare le regole sulla prescrizione, perché non è possibile che ci siano delle regole che, con il tempo, fanno saltare la domanda di giustizia".

Sul caso è intervenuta anche l'Anm, che attraverso il suo presidente Rodolfo Sabelli, all'Adnkronos ha sottolineato che "la magistratura associata lo sta ripetendo da anni: la legge ex-Cirielli è assolutamente inadeguata e riformare la materia della prescrizione è una urgenza". "Sono anni che ripeto che se non si mette mano alla prescrizione tutto il nostro sistema penale continuerà a girare a vuoto", ha aggiunto l'ex vicepresidente del Csm, Michele Vietti. Anche per Felice Casson, senatore Pd e membro del Copasir, è necessario "cambiare la prescrizione per evitare interpretazioni deleterie". "Continueremo a rivendicare il processo per avere giustizia per quei morti", ha detto la leader Cgil Susanna Camusso. Dicendosi "esterrefatta" per la sentenza di annullamento in Cassazione, la leader Cgil ha sollecitato il governo ad andare oltre l'annuncio di un decreto. Un provvedimento di questo tipo "sarebbe un atto di assoluta giustizia per il Paese" ma ha rimarcato Camusso serve subito "una corsia preferenziale".

La polemica è esplosa anche in Parlamento dove si torna inevitabilmente a parlare di riforma della giustizia e nello specifico di un intervento sui tempi di prescrizione dei reati. In particolare al Senato, dove proprio oggi è stato approvato in prima lettura il disegno di legge sulla responsabilità civile dei magistrati. , ad accendere le polveri in apertura di seduta a Palazzo Madama è stato il capogruppo del Pd Luigi Zanda.

"Credo che questa sentenza debba essere da noi commentata e desidero manifestare il mio profondo dissenso verso il modo in cui la legge è stata interpretata - ha detto Zanda - Dissento perché è stata interpretata diversamente da quanto è accaduto nei due precedenti gradi di giudizio e dissento per un motivo sostanziale: il cancro determinato dall'amianto è una malattia che può dare i suoi effetti nefasti decine di anni dopo, fino a trent'anni da quando il cittadino, il lavoratore è stato contaminato".

"È un reato quindi che, se dovessimo applicare la prescrizione con questi metodi, potrebbe essere realmente, sostanzialmente, perpetuamente impunito e francamente penso che questo non possa essere l'obiettivo del legislatore - ha proseguito - Noi abbiamo il dovere di rimettere mano alle regole della prescrizione e questo è un dovere che il Parlamento deve considerare prioritario, ma in questo momento, nella giornata di oggi, abbiamo il dovere di dire che dissentiamo fortemente da questa decisione della Corte di cassazione".

Parole che non sono piaciute a Donato Bruno, di Forza Italia: "È troppo facile oggi dire che la Cassazione ha assolto i colpevoli: la Cassazione ha applicato la legge, perché quando la legge prescrive, per un reato, il decorso di un numero di anni quasi illimitato e non si arriva ad esprimere una decisione, si deve parlare di mala giustizia. Non si tratta, però, di una mala giustizia dipendente dal giudizio della Cassazione, bensì da quello che il Parlamento non riesce a fare in riferimento alla abbreviazione dei termini che ci devono essere. Questo è l'impegno che il Parlamento deve assumere".

Nel dibattito che è seguito sono intervenuti esponenti di tutti i Gruppi. Particolarmente dure le parole del Movimento 5 stelle: "Quella è la legge e il magistrato è tenuto ad applicarla - ha sottolineato Carlo Martelli - Ma la colpa di questa legge, però, è vostra non del magistrato perché la legge sulla prescrizione l'avete votata voi. Il Movimento 5 Stelle non ha partecipato a questa cosa. Quindi nel momento in cui voi vi dissociate da cosa vi dissociate? Da voi stessi? Una dissociazione del cervello? La bocca dice una cosa e il cervello ne dice un'altra?".

Di fronte poi alle richieste dei pentastellati di calendarizzare i disegni di legge sulla riforma della prescrizione, il presidente della commissione Giustizia, Francesco Nitto Palma, ha ricordato che in base all'intesa tra i due rami del Parlamento l'iter del provvedimento inizierà alla Camera. Circostanza confermata dal vicepresidente e presidente di turno dell'Assemblea Maurizio Gasparri.

Il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti esprime, su Twitter, "profonda tristezza per sentenza #Eternit". "Un abbraccio alle comunità e ai sindaci, con cui continueremo a lavorare per bonifica da amianto", scrive.

Prescrizione, "orribile parola", "salvacondotto che mette al sicuro chi commette crimini. Che vergogna! E che annunci patetici dalla politica!". Don Maurizio Patriciello, il parroco simbolo della Terra dei fuochi, all'indomani della sentenza della Cassazione che ha messo la parola fine al maxi processo di Eternit pronunciando una sentenza di prescrizione, prova dolore e rabbia. "Appena ho appreso della decisione della Cassazione - afferma all'Adnkronos - ho detto: 'Signore, pietà'. E' una cosa terribile questa sentenza, dà un senso di sofferenza immensa".

Oggi il mondo della politica, con il premier in testa, chiede di cambiare le norme sulla prescrizione. "Sono annunci patetici - commenta don Patriciello -. Abbiamo intere campagne di amianto sbriciolato e nessuno fa niente. Mi chiedo: ma come fanno questi reati a cadere in prescrizione? Che cosa è la prescrizione se non un modo per mettere al sicuro chi commette crimini. Loro tutelati dallo Stato, mai le vittime. L'imputato ha diritto a tutte le garanzie, e ai famigliari delle vittime chi fornisce garanzie? Domande che rimarranno senza risposta".

Il sacerdote della Terra dei fuochi racconta quello che i cittadini campani vivono nel quotidiano: "Respiriamo ogni giorno sostanze nocive interrate dalla camorra. In pochi mesi ho perso di cancro due familiari. E' uno stillicidio, ma lo Stato dove sta? Prevale un senso di sofferenza immensa".

Manifestazione e lutto cittadino - Questa mattina il sindaco Titti Palazzetti e gli assessori del Comune di Casale Monferrato partecipano alla manifestazione spontanea in piazza Mazzini. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino. Non ci fermeremo, porteremo avanti la nostra battaglia in tutte in modi possibili, nelle sedi legali e in Parlamento per riformare la giustizia e affinché nel codice penali siano inseriti in modo chiaro i reati contro l'ambiente e la salute dei cittadini e che le pene non siano più prescrittibili".

Rabbia e indignazione si riversano anche su Twitter portando l'hashtag 'eternit' al primo posto della classifica dei 'trend topic'. I giudizi sono quasi tutti negativi. "La sentenza #Eternit ci insegna che 3000 morti possono essere prescritti", twitta un utente. "Se avete un esame di Diritto Penale potete saltare tutto, ma studiate bene la parte sulla prescrizione", fa notare un altro.

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy