3 marzo 2015
3 marzo 2015

16:47 - Falso in bilancio, emendamento del governo: via le soglie di non punibilità

Sarebbe stato trasmesso al ministero per i Rapporti con il Parlamento l'emendamento sul falso in bilancio al ddl anticorruzione. Il testo all'esame quindi del ministro Maria Elena Boschi non prevederebbe più soglie di non punibilità , ma si limiterebbe a distinguere tra società quotate e società non quotate, riducendo la pena per queste ultime da un minimo di un anno ad un massimo di cinque anni.

Intanto, il relatore al ddl anti corruzione Nico D'Ascola (Ncd) ha presentato due emendamenti in commissione Giustizia al Senato, dove il ddl è in discussione, che alzano le pene rispettivamente per la corruzione in atti giudiziari e corruzione per induzione. Sotto il primo profilo, le pene passano da 6 a 12 anni (anziché da 4 a 10), mentre la fattispecie aggravata viene punita con un minimo di 6 a un massimo di 14 anni (ora si va dai 5 ai 12 anni). Sul versante, invece, della corruzione per induzione, la pena prevista va da 6 a 10 anni e mezzo (invece che da 4 a 10 anni).

La commissione Giustizia ha fissato per giovedì prossimo, 5 marzo, alle 14, il termine per la presentazione dei subemendamenti agli emendamenti depositati dal relatore D'Ascola. Lo si è appreso a margine della seduta. Una scadenza che rende dubbia la possibilità che il testo possa approdare in aula entro la settimana, com'era nelle previsioni e nelle intenzioni della maggioranza e del governo.

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