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E’ polemica in Francia per i nuovi treni regionali, troppo larghi, che renderanno necessari lavori per adattare 1.300 banchine (su un totale di 8.700 banchine) su tutto il territorio nazionale per un costo stimato di 50 milioni di euro.
L’errore di progettazione, dei 182 treni Ter Regiolis ordinati ad Alstom e dei 159 treni Regio 2N ordinati a Bombardier, non sarebbe da attribuire ai costruttori ma alla Sncf, le ferrovie dello Stato francese, che, al momento di passare l’ordine, non sarebbe stata in possesso dei dati relativi alle dimensioni di tutte le banchine in Francia.
Il rapporto d’inchiesta interno sarà consegnato lunedì prossimo dai presidenti di Rff e di Sncf al sottosegretario ai Trasporti, Fréderic Cuvillier. Lo annunciano in una nota congiunta la Sncf, e Rff, la società della rete. Cuvillier aveva chiesto alla Sncf e a Rff “di avviare un’indagine interna”.
Il rapporto d’inchiesta, sottolineano Rff e Sncf, “preciserà le condizioni con cui sono stati effettuati gli ordini dei treni nell’ottobre del 2009 con Alstom e a febbraio 2010 con Bombardier”. Questa indagine, si legge ancora, “dovrà determinare in quale momento è emerso che le banchine non erano adatte per permettere la circolazione di questi nuovi treni, in che modo gli esperti hanno evidenziato questa necessità, come le decisioni sono state prese e infine come le regioni sono state informate”.
Rff, in una nota precedente, aveva affermato che il costo dei lavori per adattare le banchine, pari a 50 mln di euro, rappresenta “l’1,5% del costo degli ordini dei treni” e che “fanno parte del piano di investimento di Rff che si attesta a 4 miliardi di euro nel 2014”. I lavori, rileva dal canto suo Sncf, “sono iniziati nel 2013 e proseguiranno fino al 2016”. A fare esplodere la polemica è stato un articolo del ‘Canard enchainé’ che ha svelato l’errore di progettazione.