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Via libera con osservazioni, da parte del Consiglio di Stato, allo schema di regolamento messo a punto dal Mise sui “buoni pasto”. Il parere di Palazzo Spada, infatti, condivide la ratio generale dell’intervento del governo, "ispirata all’aumento della concorrenza e delle possibilità di fruizione del servizio da parte dell’utenza". Apprezzamento è stato espresso per il metodo di consultazione delle categorie di operatori interessati. Lo rende noto un comunicato del segretariato generale della giustizia amministrativa.
Il parere si sofferma, tra l’altro, sul superamento del divieto assoluto di cumulabilità dei buoni pasto, attualmente previsto e sostanzialmente inapplicato condividendo invece l'indicazione contenuta nel provvedimento del Mise che ne consente l'utilizzo cumulato entro il limite di 10. Il Consiglio di Stato però suggerisce una “pur lieve riduzione” di questo limite per evitare “effetti non propriamente neutri sulle diverse categorie di esercizi” e rischi legati al possibile “snaturamento delle caratteristiche del buono pasto”, che resta un titolo “rappresentativo del servizio sostitutivo di mensa” e "non può essere utilizzato come una sorta di buono spesa universale e surrogato del danaro contante”.
Da ultimo, il Consiglio di Stato suggerisce un adeguato monitoraggio sull’efficacia del nuovo regime e ricorda che l’adozione del decreto è "particolarmente urgente”, poiché colma una lacuna normativa generata sin dall’aprile 2016, con l’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti. E per evitare situazioni di stallo delle procedure di gara, si legge da ultimo, attesa la dimensione economica del fenomeno suggerisce al ministero, “se sussistono i presupposti, anche di fattibilità tecnica”, di “contenere maggiormente il termine di entrata in vigore delle nuove norme", che lo schema fissa in 60 giorni.