Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Slitta il Cdm, previsto per questa sera, che avrebbe dovuto esaminare il testo del decreto sui pagamenti dei debiti della Pa. Il via libera dovrebbe arrivare, però, entro lunedì prossimo. "Il governo ci ha garantito che entro il fine settimana, entro lunedì, approverà il decreto", ha detto il presidente dell'Anci Graziano Delrio, al termine della riunione a Palazzo Chigi convocata sul tema della Tares, e, appunto, su quello del pagamento dei debiti della Pa alle imprese.
Intanto il ministero dell'Economia ha deciso un nuovo giro di consultazioni con le associazioni delle imprese. La convocazione è fissata per le 18,30 in via XX Settembre. La decisione del governo di rinviare il Cdm sul decreto, prima dalle 10 alle 19 e poi a data da destinarsi, è stata dettata proprio dalla necessità di ulteriori approfondimenti chiesti dalle imprese. Confindustria e Rete Imprese Italia, in particolare, avrebbero fatto pesare le proprie ragioni anche attraverso il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Nel mirino delle associazioni delle imprese soprattutto la poca certezza sulle risorse e le modalità per l'accesso al rimborso, definite dall'Ance in una nota "un vero e proprio percorso a ostacoli". Nell'ultima stesura del provvedimento non compare l'ipotesi di un anticipo al 2013 dell'aumento delle addizionali Irpef regionali, presente invece in una prima bozza informale circolata ieri. Uno strumento, contestato dalle imprese e dalle forze politiche in Parlamento, che avrebbe però consentito i rimborsi anche da parte di quelle regioni non virtuose, che avrebbero difficoltà a restituire l'anticipo di cassa da parte dello Stato. Con l'impatto del provvedimento sull'indebitamento netto del 2013 pari allo 0,5%, e il rapporto deficit/pil al 2,9% 'pericolosamente' vicino al 3%, i margini di manovra per avere una copertura alternativa certa sono strettissimi. Da qui l'impasse e la necessità di approfondire il dossier prima di mettere nero su bianco la versione definitiva del decreto entro lunedì, come assicurato nel pomeriggio al tavolo con l'Anci.
A comunicare lo slittamento del Cdm di questa sera è stata una nota di Palazzo Chigi. "Il ministro dell'Economia e Finanze Vittorio Grilli - si legge - in accordo con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, anche a seguito delle articolate risoluzioni approvate ieri da Camera e Senato, ha fatto presente al presidente del Consiglio l'opportunità di proseguire gli approfondimenti necessari per definire il testo del decreto sui pagamenti dei debiti commerciali della Pa. Pertanto il Consiglio dei ministri previsto per oggi si terrà nei prossimi giorni".
In precedenza fonti di governo avevano spiegato, smentendo indiscrezioni di stampa, che non ci sarebbe stato l'anticipo dell'aumento dell'addizionale Irpef regionale nel decreto per lo sblocco dei debiti Pa. Nell'ultima versione del decreto l'ipotesi non "viene presa in considerazione", spiegano tali fonti. Già in mattinata il viceministro del Lavoro e delle politiche sociali Michel Martone aveva chiarito, parlando adAgorà su Rai Tre: "Stando alle risoluzioni approvate ieri in Parlamento, l'aumento delle imposte per i cittadini non risulta agli atti anche perché c'è stata una presa di posizione molto forte di tutti i partiti. Si tratta di indiscrezioni giornalistiche''.
Sulla questione era intervenuto anche Stefano Fassina, responsabile Economia del Pd, che aveva definito l'eventuale anticipazione dell'aumento dell'addizionale Irpef dal 2014 al 2013 ''inaccettabile sia nel merito che nel metodo". Quindi ha bollato come ''sconcertante il rinvio del Consiglio dei Ministri'' e chiesto spiegazioni al premier Monti. ''Il Governo - ha rimarcato - dovrebbe chiarire al più presto all'opinione pubblica e al Parlamento le ragioni della scelta''.
Intanto, è emerso al termine della riunione della Conferenza dei capigruppo, che la Camera deciderà martedì prossimo se ampliare i poteri della commissione speciale affinché possa esaminare il decreto legge per sbloccare i pagamenti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Di fronte alle affermazioni di Giancarlo Giorgetti, capogruppo della Lega e presidente della commissione, in base alle quali l'organismo era unanime nel voler ampliare i propri poteri, la capogruppo del Movimento 5 stelle, Roberta Lombardi, ha affermato che non le risultava che la posizione della sua parte politica fosse questa. E' stato quindi deciso che sarà l'Aula, martedì pomeriggio, alle 15, a decidere se affidare i poteri alla commissione speciale. In mattinata si riunirà la Capigruppo per stabilire le modalità del dibattito e se potranno intervenire tutti i Gruppi o un oratore a favore della proposta e uno contrario. In quella sede si cercherà comunque di verificare ulteriormente se sia possibile registrare l'unanimità dei Gruppi e in quel caso non sarà necessario il passaggio in Aula.
Secondo una stima della Cgia di Mestre, dall'inizio della crisi ad oggi sono già fallite 15 mila imprese a causa dei ritardati pagamenti. Sono stati 60 mila i posti di lavoro persi.
Arriva anche l'allarme del leader di Confindustria, Giorgio Squinzi. ''Le imprese stanno soffrendo disperatamente per mancanza di credito - ha sottolineato -. Serve perciò un segnale forte per poter pensare ad una ripartenza dell'economia reale del Paese''.
Nel frattempo, a quanto si apprende da fonti governative, il presidente del Consiglio Mario Monti ha illustrato i contenuti del decreto per sbloccare il pagamento dei debiti della Pa verso le imprese a Olli Rehn, commissario Ue per gli Affari economici e monetari, assicurando che l'Italia manterrà il deficit sotto la soglia del 3%. Un colloquio, quello tra Monti e Rehn, che si è svolto prima della decisione di rinviare la riunione del Consiglio dei ministri.