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Manifestazione davanti ai cancelli della Persico di Nembro, in provincia di Bergamo, dove tra qualche minuto si svolgerà l'assemblea di Confindustria territoriale e dove è atteso il premier Matteo Renzi. Già da alcune ore, davanti ai cancelli della fabbrica, un centinaio di manifestanti della Fiom-Cgil sotto una pioggia incessante, armati di fischietti stanno protestando contro la riforma del lavoro e per l'occupazione.
Intanto, Susanna Camusso, leader Cgil, contro le politiche del governo Renzi, dà prospettiva della mobilitazione: dopo la manifestazione del 25 ottobre "anche lo sciopero generale sarà in campo". E "nessuno pensi che sia tutto", aggiunge Camusso tra gli applausi chiudendo l'attivo dei quadri e delegati della Cgil di Roma. Uno sciopero generale però tutto da costruire perché la manifestazione del 25 a Roma, quella unitaria dei pensionati il 5 novembre e la mobilitazione del pubblico impiego di Cgil, Cisl e Uil l'8 novembre, "non basteranno". Se dunque quella del 25 ottobre, prosegue Camusso, "sarà come credo una grande manifestazione, il giorno dopo potremo tornare nei luoghi di lavoro e programmare altre iniziative con cui fare dello sciopero generale davvero lo sciopero di tutto il Paese", ammonisce sicura del successo della mobilitazione del 25.
La Cgil scenderà in piazza il 25 "non per difendersi ma per salvare il Paese", sostiene Camusso. E non ci sarà solo l'art.18. Ma anche no al demansionamento e al controllo a distanza: "l'idea del demansionamento ha gli stessi effetti drammatici di un licenziamento, così come di un controllo a distanza... ce la ricordiamo la stagione dei microfoni nei camici", dice ancora Camusso rilanciando "l'unica modifica possibile allo Statuto dei lavoratori: cambiamo la premessa, quella che dice che le regole valgono solo per i lavoratori a tempo indeterminato. Che valgano per tutti".
Basta slogan. La leader Cgil sottolinea che il sindacato "vuole misurarsi con la volontà che c'è nel Paese di tentare di cambiare le cose che non vanno" archiviando la stagione "degli annunciatori" e guardando la realtà. Puntando il dito contro Renzi, dice ancora "i cambiare verso è diventato il continuare come prima. Perché questo governo è solo la replica dei quattro governi precedenti". Un governo, secondo Camusso, colpevole di restare attaccato "allo stesso calcolo dei decimali del deficit mentre la legge di stabilità è la stessa di sempre e prevede tagli di spesa e di investimenti".