25 settembre 2014
25 settembre 2014

17:18 - Del Conte, differenziare le tutele per data assunzione porrà problemi

"Una riforma del lavoro che differenziasse le tutele dei lavoratori in base alla loro data di assunzione presenterebbe problemi sia di legittimità costituzionale che di concreta gestibilità del lavoro in azienda". Lo dichiara a Labitalia Maurizio Del Conte, docente di Diritto del lavoro all'Università 'L. Bocconi', a proposito dell'ipotesi di una possibile 'moratoria' dell'art.18 nei primi tre anni di assunzione.

"Se si vuole semplificare e rendere più equo il nostro mercato del lavoro -spiega Del Conte- si dovrà trovare una soluzione che superi gli steccati fra le diverse tipologie contrattuali con un sistema di tutele uniforme per tutti i lavoratori".

Tra le novità che il governo ha intenzione di introdurre nella legge delega, c'è anche il nuovo contratto di inserimento a tutele crescenti. "Il contratto a tutele crescenti, per essere giuridicamente inattaccabile e operativamente efficace, dovrà essere applicabile -spiega il giuslavorista-a tutti i rapporti di lavoro, valorizzando adeguatamente l'anzianità aziendale di chi un lavoro ce lo ha già. Solo rispettando questi principi si potrà evitare l'intervento della Corte costituzionale".

Per Del Conte, comunque, "non esiste alcuna evidenza empirica in base alla quale si possa sostenere che l'art. 18 rappresenta un freno per l'occupazione".

"Il problema oggi -sottolinea lo studioso- è che il testo dell'art. 18 uscito dalla riforma Fornero è pressoché indecifrabile e lascia ai giudici larghissimi spazi di discrezionalità, al punto da demolire ogni certezza della sua effettiva applicazione".

"Perciò una riforma complessiva delle tutele in caso di licenziamento - quindi non solo dell'art. 18 - si rende necessaria per restituire la certezza del diritto. Perché è questo ciò di cui hanno veramente bisogno le imprese per investire in Italia", conclude Del Conte.

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