13 novembre 2014
13 novembre 2014

17:50 - Accordo nel Pd, Jobs Act sarà modificato alla Camera. Sacconi "è inaccettabile"

Accordo nel Pd sulle modifiche da apportare al Jobs Act alla Camera. Ma è subito scontro con Ncd. Il presidente della commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, ritiene infatti "inaccettabile" la mediazione raggiunta.

Il testo della delega sul lavoro sarà modificato, nel corso dell'esame alla Camera, recependo i contenuti approvati dalla direzione del Pd, tra cui le modifiche all'articolo 18 sui licenziamenti disciplinari, comunica il capogruppo del Partito democratico, Roberto Speranza, al termine della riunione che c'è stata con il responsabile economico dei democratici, Filippo Taddei, e il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano. Speranza ha inoltre assicurato che sul provvedimento non sarà posta la fiducia.

''Grandissima soddisfazione" per l'intesa raggiunta viene espressa dal presidente del Partito democratico, Matteo Orfini. L'accordo comprende una serie di modifiche al testo della delega, che recepirà il documento approvato dalla direzione Pd, tra cui l'obbligo di reintegro nel caso di licenziamenti per motivi disciplinari (articolo 18). Inoltre sarà modificato il testo sui controlli a distanza e verranno stanziate maggiori risorse, nella legge di stabilità, per gli ammortizzatori sociali.

Immediata, però, la replica dal Ncd: non basta che la direzione del Pd abbia trovato un accordo sul Jobs Act per 'sdoganare' il provvedimento, serve anche una riunione di maggioranza. A puntare i piedi contro il rischio di "maggioranze spurie" è il presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, che rivendica un provvedimento in cui "diventi possibile licenziare un assenteista o un ladro, in modo che l'imprenditore abbia finalmente il pieno governo dell'efficienza dell'impresa". Poi, lette le prima anticipazioni sui contenuti dell'accordo, arriva l'affondo: "Se il testo e' quello descritto dalle agenzie non e' accettabile. Ribadisco urgente riunione di maggioranza. Altrimenti si rompe la coalizione".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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