Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Un protocollo per definire le linee di comportamento da seguire per garantire la sicurezza negli stabilimenti di stampa industriale, in particolare offset e flessografica. E’ la prassi di riferimento Uni per le aziende di stampa industriale presentata questa mattina nella sede Fieg di via Petrarca a Milano.
Fortemente voluto dall’Osservatorio tecnico Carlo Lombardi, nella sua veste di ente bilaterale per i lavoratori delle aziende editrici e stampatrici di quotidiani e le agenzie di stampa, il documento fornisce una serie di indicazioni sugli obblighi, le responsabilità e gli aspetti gestionali riguardanti la sicurezza sul lavoro e la tutela ambientale, dando una risposta a un problema molto sentito nel settore. “Il provvedimento - spiega il presidente dell’Osservatorio Alberto Di Giovanni - è nata dall’esigenza ineludibile di affrontare con una metodologia totalmente differente, e con un’impostazione culturale che difficilmente esiste su questi temi, i problemi che i lavoratori incontrano quotidianamente all’interno dei posti di lavoro. Prevenire significa affrontare con cura e con educazione questi problemi che, storicamente, sono sempre stati sottovalutati, sia dalle aziende che dagli stessi lavoratori”.
La prassi di riferimento costituisce una nuova forma di autoregolamentazione volontaria del mercato che si applica in particolare in situazioni di innovazione. “Uni - spiega il direttore delle Relazioni esterne Ruggero Lensi - ha ricevuto una richiesta precisa da parte delle aziende che si occupano di stampa industriale, dovuta al fatto che all’interno degli stabilimenti di stampa si verificano problematiche molto specifiche legate, ad esempio, al fatto che i giornali si stampano di notte o che la stampa deve avvenire in tempi molto stretti. Dunque l’applicazione delle leggi e dei regolamenti sulla sicurezza, secondo le aziende, necessitava di una maggiore descrizione del caso specifico”.
Gli aspetti oggetto di specifico approfondimento vanno dalla organizzazione aziendale per la sicurezza e tutela dei lavoratori, alla valutazione del rischio, dalla gestione delle emergenze alla istruzione dei lavoratori, dalla sorveglianza sanitaria alla gestione degli appalti, dagli aspetti gestionali per la tutela ambientale alla tenuta della documentazione e agli organi di controllo. “Si tratta - afferma Federico Reviglio dell’Asig, che rappresenta circa 90 stampatori di giornali e quotidiani in tutta Italia e che ha collaborato attivamente alla realizzazione del documento - di tematiche che affrontiamo ogni giorno e che incontrano spesso una certa difficoltà nell’essere trattate nelle realtà più piccole e meno strutturate”.
Il protocollo fornisce così un punto di riferimento utilizzabile a livello nazionale, per orientare in modo univoco l’interpretazione delle norme da parte dei vari soggetti coinvolti nei processi produttivi e costituisce la base su cui lavorare per la stesura di eventuali provvedimenti normativi. “Avere una prassi di riferimento – continua Reviglio – significa avere un riferimento comune di quei comportamenti che sono considerati corretti. Certamente sarà un aiuto al disorientamento che deriva da interpretazioni di legge e conflitti da parte delle diverse autorità che vanno ad agire sul territorio”.
La prassi di riferimento non è vincolante ed ha una durata limitata, non superiore a 5 anni dalla sua pubblicazione. Al termine del periodo può essere trasformata definitivamente in norma (UNI, UNI/TS, UNI/TR) oppure ritirata. “Diversamente dalle norme – sottolinea Lensi – la nostra idea è di immettere sul mercato la prassi di riferimento sotto forma di documenti liberamente scaricabili, in modo di permetterne una grande diffusione. Poi, una volta che il mercato ne abbia codificato i contenuti e li abbia sperimentati, si potrà procedere ad una eventuale trasposizione in norma”.