13 novembre 2014
13 novembre 2014

17:55 - Uil: uso fondi europei alla 'moviola', molti programmi sono a rischio restituzione

Viaggia alla "moviola" l’impiego italiano dei Fondi Strutturali Europei: la spesa rendicontata alla Commissione Ue, infatti, si attesta al 61,1% (29,2 miliardi di euro), sul totale delle risorse assegnate per il periodo 2007-2013 (47,7 miliardi di euro). Una performance al di sotto dello 0,3% rispetto all'obiettivo di ottobre, un valore che indica come da qui alla fatidica data del dicembre 2015 restino ancora da spendere 18,6 miliardi di euro, di cui 15,2 miliardi nelle regioni meridionali.

"Non è quindi lontano dalla realtà affermare che parte di queste importanti risorse possano riprendere la strada per Bruxelles". E' quanto emerge da un’elaborazione della Uil Servizio Politiche Territoriali, coordinato dal segretario confederale Guglielmo Loy, sul monitoraggio della spesa dei Fondi Strutturali Europei al 31 ottobre scorso.

Una fotografia 'illuminante' dello stato dell'arte dei fondi europei secondo cui sui 52 programmi operativi della programmazione 2007-2013, ben 12 (7 nel Mezzogiorno e 5 nel Centro Nord) non hanno raggiunto il target di spesa previsto a Ottobre mentre 6 programmi, equamente distribuiti tra Sud e Centro Nord) pur non avendo raggiunto il target previsto, sono entro la soglia di tolleranza stabilita.

Per quanto riguarda, invece, i singoli fondi, il Fondo Sociale Europeo (FSE), che finanzia azioni per l’occupazione e istruzione e formazione, su un totale di 14,3 miliardi di euro ne ha visti rendicontati a Bruxelles il 71,3% per un totale, 10,2 miliardi di euro. Ammonta invece a 18,9 miliardi di euro (il 56,7%), dice ancora la Uil, la rendicontazione del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per gli investimenti in generale (incentivi alle imprese, ricerca e innovazione, infrastrutture, agenda digitale, energia) che disponeva di un totale di finanziamento 2007-2013 di 33,4 miliardi di euro.

A livello regionale, tre Regioni hanno rendicontato una spesa al di sotto della media nazionale: si tratta della Campania, che ha rendicontato il 42,6% del totale delle risorse; della Calabria che ha rendicontato il 49,1%; della Sicilia che ha rendicontato il 51,6%. Anche l’insieme dei programmi nazionali e interregionali presentano una rendicontazione al di sotto della media nazionale (60,7%).

In valori assoluti, per quanto riguarda i programmi nazionali e interregionali, restano ancora da spendere 4,5 miliardi di euro (il 39,3% delle risorse stanziate); la Campania 3,1 miliardi di euro (il 57,4%); la Sicilia 2,9 miliardi di euro (il 48,4%); la Puglia 2 miliardi di euro (il 24,6%); la Calabria 1,4 miliardi di euro (il 48,4%).

"Il governo, con in testa il presidente del Consiglio, fa bene a reclamare in Europa più flessibilità e più risorse per lo sviluppo, ma al contempo si dovrebbe impegnare nello spendere le risorse già stanziate per sviluppo e occupazione, perché dover restituire parte delle risorse importanti e vitali dei Fondi Strutturali Europei a Bruxelles, sarebbe un vero atto di autolesionismo da parte del Governo", conclude Loy.

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