4 aprile 2013
4 aprile 2013

18:15 - Mastrapasqua, non condanno né condivido la riforma Fornero

Il commento del presidente dell'Inps.

"Non condanno né condivido la riforma delle pensioni Monti-Fornero". Questo il giudizio espresso da Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Istituto nazionale di previdenza sociale, a margine di un convegno sul welfare stamane all'Università Cattolica di Milano. "La riforma Fornero non è da rifare, è stata importante ed epocale perché ha chiuso un iter trentennale, sebbene per alcuni aspetti sia stata decisa sull'onda dell'emozione dettata dalla lettera della Bce del 6 agosto 2011 e sia priva di un adeguato costrutto tecnico e finanziario". A chi gli chiede se ci fosse o no l'urgenza di fare la riforma, Mastrapasqua risponde di sì, puntualizzando però che, se da un lato "l'urgenza c'era per i mercati e la credibilità", tuttavia, dall'altro, "guai a dire che servisse a trovare presto i soldi".
"Eventuali correzioni - continua Mastrapasqua - avverranno dopo un congruo periodo di tempo, che penso darà risultati positivi. Sul medio-lungo termine, cioè in una dozzina d'anni, i punti percentuali di Pil guadagnati tramite questa riforma dovrebbero essere all'incirca 1,5". Una riforma che in maniera indiretta sarebbe conseguita anche, prosegue, "dalla tendenza italiana al masochismo, nel senso che sebbene il sistema previdenziale del Paese fosse così virtuoso da venire elogiato da Olli Rehn nel 2010, tuttavia nel 2011 ha iniziato a essere criticato da alcuni politici nei dibattiti pubblici, secondo una prassi 'scoordinata rispetto alla realtà, per usare un eufemismo. "A seguito di tali polemiche, anche all'estero finirono per pensare che un'urgenza italiana fosse quella della riforma pensionistica", aggiunge.
Gli italiani, a parere del presidente Mastrapasqua, soffrirebbero di una "deformazione mentale" che li avrebbe portati a fare "sette riforme pensionistiche in vent'anni, di cui tre in due anni", poiché immaginerebbero il sistema previdenziale come "una panacea, utile anche per supplire alla mancata crescita del Pil". "Monti e Berlusconi hanno accantonato tutte le altre riforme - avverte - perché il tema pensionistico tira molto a livello politico, basti pensare che le trasmissioni televisive raggiungono il proprio apice di audience quando è presente il sottoscritto". Il presidente Inps sottolinea poi come "alcune riforme delle pensioni" siano state fatte "per una sola persona e non nell'interesse collettivo".

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