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Dura protesta dei precari dell’Istat che questo pomeriggio hanno inscenato una manifestazione per chiedere l’immissione in ruolo che aspettano da quattro anni. Armati di mattarelli e coperchi usati come percussioni su vecchie pentole, un centinaio di precari ha riempito i corridoi del secondo piano dell’Istituto nazionale di statistica, dove si stava svolgendo un briefing con la stampa, per attirare l’attenzione dei media e far sentire la propria voce.
”L’Istat ha una pianta organica di 500 posti vacanti ma 376 precari andranno a casa entro la fine del 2014 se le cose non cambiano”, spiega l’Adnkronos Angelita Castellani, 36 anni, precaria da 10 anni, prima al Cnr e ora all’Istituto di statistica. ”Domani verrà presentato alla Camera il Rapporto Annuale 2014 sulla situazione del Paese. E’ il momento giusto per ribadire che anche questo appuntamento è reso possibile dal lavoro quotidiano di 376 precari che da 4 anni attendono l’immissione in ruolo in questo istituto”, dice Castellani, mentre insieme ai suoi colleghi distribuisce volantini.
E dopo tanto battere contro la porta a suon di pugni, coperchiate e pentolate, i precari riescono a irrompere nella sala dove si sta svolgendo il briefing per le anticipazioni del Rapporto Annuale 2014 sulla situazione del Paese, sottolineando a gran voce ai giornalisti presenti: “Guardateci, noi siamo una parte della situazione del Paese”. “Siamo qui per ribadire la totale inadeguatezza degli strumenti legislativi introdotti a partire dal Dl 101 del 2013 con l’obiettivo di ridurre il bacino di precariato nella Pubblica Amministrazione” è l’alert lanciato attraverso un volantino dai precari dell’Istat.