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La recessione ha cambiato il mercato del lavoro anche dal punto di vista delle caratteristiche contrattuali. Cresce infatti il numero dei part time involontari (lavoratori che non hanno trovato un impiego a tempo pieno pur desiderandolo), ma soprattutto dei precari: quasi 3 milioni di persone, tra dipendenti a tempo determinato e parasubordinati, circa il 12,6% dell'occupazione complessiva. Lo rileva il rapporto del Cnel sul mercato del lavoro, sottolineando che, in particolare, il rischio di precarietà per i giovani è aumentato di circa 6 punti percentuali dal 2007.
I dati suggeriscono un aumento del numero di italiani che scelgono di andare a lavorare all'estero, a fronte di una simmetrica diminuzione dei flussi in ingresso di lavoratori immigrati. Tutto ciò si registra in misura più intensa al Sud, che, avendo maggiormente risentito delle difficoltà della domanda interna, espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla. Anche la crescita della partecipazione al mercato del lavoro è stata più marcata nelle regioni del Mezzogiorno: in buona misura si è però trattato di un passaggio dall'inattività alla disoccupazione, data la debolezza della domanda.