10 luglio 2013
10 luglio 2013

18:20 - Crisi, Saccomanni: ''Ciclo si può invertire''

Visco: ''La prospettiva è di ripresa''

All'indomani del taglio del rating italiano da parte di Standard & Poor's e della revisione al ribasso delle stime di crescita da parte del Fondo Monetario Internazionale, il ministro Saccomanni lancia un messaggio di ottimismo: l'Italia "ha il potenziale per invertire il ciclo" ma "deve sfruttare tutti i margini a disposizione". Anche per il Governatore Visco "la prospettiva è comunque di ripresa".
La decisione di Standard & Poor's di tagliare il rating italiano "guarda al passato" e "non tiene conto delle misure approvate dal governo", ha detto il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni, intervenendo all'assemblea dell'Abi. La valutazione dell'agenzia di rating "si basa su estrapolazioni meccaniche di dati" e su "percezioni di rischi futuri" su cui incide l'azione di politica economica in corso. Non solo. Le decisioni di Standard & Poor's "non adeguatamente sostenute da analisi condivise possono avere effetti prociclici e destabilizzanti".
Questi accadimenti, rileva comunque il ministro, "confermano l'esigenza per l'Italia di proseguire speditamente sulla strada delineata dal governo: di stimolare la crescita, di curare, con le opportune riforme, le debolezze strutturali dell'economia, tenendo la barra ferma sul risanamento delle finanze pubbliche". Alla fine, in ogni caso, "quella che conterà sarà la valutazione dei risparmiatori italiani e stranieri che investono sui nostri titoli".
"Il Governo - ha proseguito il ministro - è consapevole che un incisivo processo di valorizzazione e dismissione di beni di proprietà pubblica è indispensabile per accelerare la diminuzione del debito pubblico, in assoluto e rispetto al pil. E' nelle intenzioni del governo attuare politiche di valorizzazione e di dismissione del patrimonio pubblico immobiliare, sia dello Stato, sia delle amministrazioni territoriali''.
Anche il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco vede margini di ripresa. La situazione "è ancora difficile e questo lo vediamo dalle valutazioni rivolte al nostro Paese" ma "la prospettiva è comunque di ripresa". ha evidenziato in un passaggio a braccio nel corso del suo intervento all'assemblea dell'Abi. Tuttavia, ''i margini di incertezza sono elevati - avverte -. Sui tempi e sull'intensità della ripresa gravano i rischi di un rallentamento dell'economia mondiale, in particolare nelle economie emergenti, oltre che quelli relativi all'evoluzione dei mercati finanziari''.
Secondo la stima indicata dal Governatore di Bankitalia, la contrazione del pil nel 2013 sarà vicina al 2%. ''Nel primo semestre del 2013 il pil dell'Italia è ancora diminuito, in larga misura per effetto della caduta della domanda interna; sono scese anche le esportazioni'', ha sottolineato Visco. ''Nelle nostre previsioni, che saranno pubblicate nel Bollettino economico tra una settimana, la contrazione del prodotto nell'anno in corso sarebbe vicina - ha annunciato Visco - ai due punti percentuali''.
Mentre tornerà a crescere, a fine anno, a ''ritmi moderati'', l'attività economica del Paese, con una crescita complessiva superiore al mezzo punto percentuale nel 2014. ''Nel breve termine , la domanda interna dovrà trovare sostegno - ha evidenziato - nella tempestiva esecuzione del pagamento dei debiti commerciali delle amministrazioni pubbliche''.
Quindi le raccomandazioni. ''L'economia italiana - è il monito del Governatore - si trova ancora in una difficile transizione. Superarla con successo richiede l'impegno da parte di tutti''. ''Il sistema bancario deve fare la sua parte. Non vi potrà essere ripresa duratura in mancanza di un sufficiente sostegno finanziario alle imprese'', ha detto.
''Non possiamo rischiare di perdere la fiducia degli investitori, fragile ed esposta alle mutevoli valutazioni degli analisti'', ha ammonito. ''Le politiche di bilancio - sottolinea - devono rimanere responsabili; le riforme già definite e quelle da attuare vanno collocate in un disegno organico, enunciandone con chiarezza le finalità''.
Permangono le tensioni sul credito. "L'aumento dei rischi pesa sulle politiche di offerta delle banche, frenando l'erogazione di prestiti e innalzandone il costo", premette il numero uno di Via Nazionale. E "le tensioni sono destinate a proseguire nei prossimi mesi; l'evidenza passata indica che il peggioramento della qualità del credito tende a protrarsi dopo l'inizio della ripresa ciclica".
Allo stesso tempo rimane ''eccessiva'' la dipendenza delle imprese dal credito bancario. ''Le aziende italiane sono poco capitalizzate'' e ''i prestiti bancari non possono rappresentare l'unico canale di finanza esterna''.
Visco ha poi invitato a non sottovalutare "i timori degli analisti internazionali sulla solidità dei bilanci delle banche italiane, anche se non sempre ben motivati". Secondo il Governatore di Bankitalia, "devono proseguire le politiche aziendali volte a contenere i costi, migliorare la gestione dei rischi, ampliare la base patrimoniale delle banche".

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