30 agosto 2013
30 agosto 2013

18:20 - Imu, no tassazione seconde case

La smentita del governo

Palazzo Chigi smentisce nuove ipotesi di tassazione sulle seconde case per dare copertura finanziaria al decreto legge che cancella la prima rata dell'Imu dovuta nel 2013 su abitazioni principali, terreni agricoli e fabbricati industriali.
"Tali indiscrezioni evidentemente si riferiscono a bozze circolate nei giorni scorsi e che non faranno parte del provvedimento che sarà in Gazzetta Ufficiale", dice la presidenza del Consiglio in una nota.
Tra le ipotesi di copertura avanzate dal ministero dell'Economia e riferite nei giorni scorsi da fonti governative, figurava l'assoggettamento a Irpef in misura pari al 50% delle case diverse dall'abitazione principale e non in affitto.
Il 28 agosto il vice presidente del Consiglio, Angelino Alfano, ha definito il decreto "tax free", escludendo quindi aumenti di imposte.
Il testo definitivo dovrebbe confermare la sanatoria per i gestori di slot condannati dalla Corte dei Conti a pagare complessivamente 2,5 miliardi.
La misura, confermata questa mattina dal sottosegretario al Tesoro Pierpaolo Baretta, assicura nuove entrate pari a 625 milioni (l'aliquota è del 25%, quindi), ma di natura extra-tributaria.
Il decreto rappresenta la prima delle tre tappe che porteranno il governo a cancellare l'Imu.
Il 15 ottobre, assieme alla Legge di stabilità, il Consiglio dei ministri approverà un secondo decreto per eliminare il saldo dell'Imu di dicembre. L'intera operazione vale 4,8 miliardi sul bilancio 2013.
Dal 2014 l'Imu sarà sostituita dalla Service tax, l'imposta sui servizi comunali che ingloberà anche la Tares.
La Service tax avrà due componenti: la gestione dei rifiuti urbani e la copertura dei servizi indivisibili come la pulizia delle strade, la manutenzione e l'illuminazione delle aree urbane.
La prima componente sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Le aliquote, commisurate alla superficie, saranno parametrate dal Comune rispettando il principio europeo 'chi inquina paga'.
La seconda componente sarà a carico di chi occupa fabbricati. Il comune potrà scegliere come base imponibile la superficie o la rendita catastale. Sarà a carico sia del proprietario (in quanto i beni e servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell'immobile) che dell'occupante (in quanto fruisce dei beni e servizi locali).
L'autonomia dei comuni nella fissazione delle aliquote sarà limitata attraverso aliquote massime complessive.

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