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"Per scoraggiare l'abuso più che l'uso dei voucher bisogna rivisitare il sistema dei controlli. Da quando è stata introdotta la tracciabilità c'è stata una riduzione, un effetto deterrenza". Così il presidente Inps, Tito Boeri, alla commissione Lavoro della Camera. "Servono dunque controlli più efficaci da integrare con quelli preventivi. Questo avrebbe infatti un doppio vantaggio di rendere i controlli più efficaci e di sburocratizzare le pratiche per il datore di lavoro", prosegue Boeri.
Controlli che Boeri vorrebbe unificare nelle mani dell'Inps per "renderli più mirati e darci la possibilità di incrociare dati", dice ancora. Un ruolo che aumenterebbe il "pressing" nei confronti delle imprese duplicandone l'effetto deterrenza per non consentire alle aziende "di poter fare il bello e il brutto tempo con i voucher". L'idea perciò è quella di unificare i controlli preventivi, al momento esercitati con la tracciabilità dal ministero del Lavoro, con la parte legata invece alla contribuzione che i datori di lavoro versano all'Inps. "Facciamo una sola cosa perché è razionale unificare i controlli e sburocratizzare le pratiche riducendo gli oneri per i datori di lavoro", dice Boeri. D'altra parte "i controlli servono se sono credibili".
L'obiettivo dunque non è ridurre l'uso dei voucher in assoluto ma quello di scoraggiarne l'abuso. Per questo la strada più percorribile indicata da Boeri è quella di prevedere dei tetti in termini di giornate di lavoro.
"La soluzione che indichi dei tetti in termini di giornata di lavoro in capo al lavoratore con lo stesso committente potrebbe funzionare", spiega senza però sbilanciarsi sul limite delle giornate da prevedere. "Si parlava di 10 al mese o 40 l'anno, si può discutere... si possono avere tutte e due le indicazioni come limiti", aggiunge.
Di difficile realizzazione invece altre ipotesi al centro della discussione politica e sindacale. No ad una limitazione per settore, spiega. "Non è molto chiara mentre sarebbe più efficace proibire direttamente l'uso dei voucher lì dove il lavoro svolto ponga una questione di sicurezza per il lavoratore stesso e per l'utente del servizio", aggiunge.