9 settembre 2014
9 settembre 2014

18:25 - L'Anm boccia la riforma della giustizia: "Inefficace e con norme punitive"

Le iniziative del governo per riformare la giustizia italiana "consistono in interventi contenuti e sono in parte frutto di compromesso". Così l'Associazione nazionale magistrati esprime la propria "delusione" rispetto "ai ripetuti annunci diffusi dal nuovo esecutivo" che hanno "generato molte aspettative e speranze".

"Purtroppo - osserva critico l'Anm - le notizie finora diffuse non possono che suscitare delusione".

In una prima analisi dell'intervento del governo, "in attesa che siano resi noti i testi ufficiali definitivi", si legge in una nota, si deve "guardare oltre le entusiastiche dichiarazioni pubbliche e gli slogan promozionali". Gli interventi dell'esecutivo, secondo i magistrati, "purtroppo non toccano il tema centrale delle risorse, quello che condiziona in larga misura l'efficienza della macchina giudiziaria e sono destinati a produrre risultati assai inferiori alle attese".

La magistratura "non pone veti ed è pronta a discutere di tutto - assicura - ma non potrà tacere di fronte all'inefficacia di una riforma della giustizia definita rivoluzionaria e che invece, se tali linee fossero davvero confermate, si ridurrebbe a interventi di scarso respiro e a norme punitive, ispirate a logiche che credevamo appartenere al passato".

Nel settore civile, dice l'Anm, "pur essendo positiva l'introduzione di strumenti tesi a promuovere la composizione stragiudiziale delle liti, questi saranno però poco efficaci se lasciati all'iniziativa volontaria delle parti"; strumenti "non assistiti da forti incentivi e da sanzioni che scoraggino cause manifestamente infondate".

"La riforma, suggerita da una logica di efficienza e da obiettivi di mera deflazione - prosegue l'associazione - sarebbe condivisibile se legata alla promozione di una qualità del processo come strumento di efficace tutela dei diritti. Sono invece segnali negativi il prevedibile aumento degli oneri economici legati all'arbitrato e l'assenza di investimenti in termini di personale di cancelleria".

"Nessun intervento è annunciato nelle delicate materie etiche e bioetiche". E senza entrare nel merito delle scelte legislative, l'associazione osserva "come l'inerzia della politica vada in parallelo con periodiche, violente accuse rivolte ai magistrati di volersi sostituire al legislatore".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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