13 giugno 2013
13 giugno 2013

18:30 - Marchionne ad assemblea Confindustria: "Serve un piano Marshall per l'Italia"

"Non chiuderemo stabilimenti"

Serve "uno scatto di orgoglio, uno sforzo collettivo, una specie di patto sociale, chiamatelo piano Marshall per l'Italia o come volete". Lo ha detto l'ad di Fiat Sergio Marchionne, parlando all'assemblea di Confindustria Firenze. "Un piano di coesione nazionale per la ripresa economica", lo ha definito Marchionne, che poi ha aggiunto: "Dobbiamo scommettere sul futuro dell'Italia".
L'amministratore delegato del Lingotto è giunto al Teatro Comunale in auto. Con lui c'era anche Alessandro Profumo, presidente di Mps. Tra gli ospiti anche il sindaco Matteo Renzi, che è giunto in bicicletta.
''Continuiamo a investire e a credere nell'Italia'' ha ribadito l'ad di Fiat. ''Viviamo in una fase di emergenza che richiede interventi rapidi e incisivi'' ha detto Marchionne. Per l'ad di Fiat è "inutile additare la Germania come la responsabile dei nostri mali. Hanno adottato riforme sono diventati il paese più virtuoso d'Europa". "Sono opportunità che avevamo anche noi -ha aggiunto Marchionne- ma le abbiamo sprecate non le abbiamo sfruttate", ha osservato paragonando la Germania all'Italia.
Quindi si è rivolto al governo: "Quello che posso dire è: scegliete le cinque cose più importanti, quelle che possono veramente influire sulla vita delle persone; cinque cose che si possono fare e si possono fare ora. Datevi novanta giorni di tempo per realizzarle e poi passate alle cinque successive".
Per l'ad Fiat, una delle ragioni "per cui l'Italia si trova nella condizione attuale riguarda il fatto che, pur avendo avuto a disposizione enormi benefici dall'adesione all'euro, ha sprecato una grande opportunita'". "Dal momento in cui abbiamo avuto la certezza dell'introduzione dell'euro -ha proseguito l'ad di Fiat- abbiamo potuto contare su tassi di interesse molto bassi sul nostro debito pubblico. Ma da allora non siamo stati in grado di sfruttare il vantaggio guadagnato con l'adozione della nuova moneta".
In particolare "la spesa pubblica, al contrario -ha osservato Marchionne- ha continuato ad aumentare, assorbendo quasi la metà della ricchezza prodotta dal Paese. Non abbiamo adeguato il nostro sistema di protezione sociale ai cambiamenti del mondo e della società, non abbiamo modificato a struttura dei costi di gestione del paese, non abbiamo approvato nessuna riforma davvero di sostanza, al di la' di quella sulle pensioni".
Quindi ha concluso con monito: "Se fra un paio di anni saremo ancora qui a lamentarci delle inefficienze e dei problemi di competitività del nostro Paese non dovremo che vergognarci di noi stessi".

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