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Sarebbero circa 2,8 milioni di veicoli nella sola Germania le vetture del gruppo Volkswagen con sistemi di controllo delle emissioni 'truccati'. La stima è stata fornita da ministro dei Trasporti, Alexander Dobrindt. Oggi il governo di Berlino aveva comunicato di non escludere la possibilità di indennizzi ai consumatori che abbiano acquistato i modelli oggetto della manipolazione, dal momento che - ha spiegato un portavoce del ministero della Giustizia - tali vetture non rispettano le condizioni annunciate dal produttore.
Intanto, le associzioni dei consumatori italiani non perdonano la casa tedesca. E mettono in campo tutti gli strumenti a disposizione per ottenere prima i chiarimenti necessari dalla casa tedesca e poi i risarcimenti a favore dei clienti italiani che ne possono derivare: diffide formali, richieste di incontro, pressing sul Governo e il Parlamento per accelerare sul fronte della class action.
Altroconsumo ha diffidato formalmente il gruppo di Wolfsburg, con una lettera inviata alla sede italiana e alle altre europee. L'associazione chiede che vengano esaudite alcune richieste formali entro i prossimi quindici giorni: interrompere le manipolazioni e le immissioni nel mercato di auto non in regola, risarcire i consumatori danneggiati e assicurare una totale trasparenza futura. In caso contrario, procederà con una class action. "Sempre più spesso sono tenute in considerazione le caratteristiche inquinanti delle automobili al momento dell’acquisto - sottolinea Altroconsumo - e i dati alterati hanno orientato, condizionandole, le scelte di consumo. Non solo ingannando gli acquirenti, ma anche tramutandoli in nuovi untori che hanno inconsapevolmente provocato danni ambientali. Di questo ci riserviamo di chiedere conto alla Volkswagen anche in sede penale".
La diffida giunge dopo le proteste di Federconsumatori e Adusbef, che sottolineano l'urgenza di mettere all'ordine del giorno l'entrata in vigore della nuova class action già approvata dalla Camera, perché "strumento indispensabile per tutelare in maniera efficace ed incisiva i cittadini coinvolti e per far ottenere loro i dovuti rimborsi". Secondo i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, gli Italiani in possesso di auto Wolkswagen sono preoccupati di rimanere coinvolti nello scandalo e chiedono informazioni precise e dettagliate: quante auto dalle emissioni 'truccate' sono state distribuite in Italia e dove.
Di fronte alla situazione di allarme che si è diffusa in tutta Europa, la Commissione europea ha deciso di iniziare ad effettuare dal 1 gennaio 2016 dei test sulle emissioni su strada. Una scelta che ha subito trovato il supporto di Adiconsum, intenzionata ad incontrare Volkswagen: "Ribadiamo ancora una volta che i controlli devono essere condotti a campione dalle Authority nazionali, ognuna per la propria competenza - ha affermato il presidente Pietro Giordano - e rimaniamo fermi nella nostra richiesta di un incontro con Volkswagen Italia".