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Il gap tra le pensioni degli uomini e delle donne non si riduce. Nel 2014 i maschi riscuotono un assegno del 43% più elevato rispetto alle femmine, che in media vuol dire 474 euro in più. Rispetto al 2013 non si registrano differenze percentuali rilevanti (era il 43,1%), mentre una lieve riduzione della differenza (di un punto percentuale) si era registrata nel confronto tra il 2012 e l'anno successivo. I dati sono contenuti nelle relazioni annuali dell'Inps, ed elaborati dall'Adnkronos.
Tra il 2012 e il 2014 il numero dei pensionati è diminuito dell'1,9%, passando da 15,9 milioni a 15,6 milioni. Nello stesso periodo il reddito complessivo pensionistico aumenta del 2,2% passando da 262,1 miliardi di euro a 267,9 mld (+5,8 mld).
La spesa complessiva è andata per il 55,3% agli uomini e per il restante 44,7% alle donne, anche se le pensionate rappresentano il 53,6% dei soggetti che percepiscono un assegno previdenziale. L'assegno medio lo scorso anno è stato di 1.323 euro ma mentre quello 'azzurro' superava l'importo medio del 19,2% quello 'rosa' era del 16,6% inferiore.
L'analisi per classi di importo mostra che alle donne va il 62,6% degli assegni più bassi, fino a 500 euro, mentre un altro 67,2% si aggiudica le pensioni da 500 euro a 1.000 euro. Nelle prime due fasce di importo si trova circa la metà delle pensionate italiane. Con il crescere dell'importo le donne si riducono e, superata quota 3.000 euro, solo un assegno su 4 va alle donne.
Esaminando i diversi tipi di prestazioni ricevute emerge che le donne beneficiano soprattutto degli assegni di reversibilità (94,6%) e assistenziali (59,8%); mentre solo il 38% riceve una pensione previdenziale. Tuttavia la ridotta presenza delle donne nel mercato del lavoro non è sufficiente a spiegare le forti differenze tra i diversi importi.
Limitando l'analisi alle sole prestazioni previdenziali (pensioni di vecchiaia e anzianità), emerge una situazione che penalizza ancora di più le donne rispetto agli uomini. I maschi, infatti, possono godersi il riposto con un reddito del 62,1% più elevato rispetto alle ex colleghe di lavoro. L'importo medio mensile degli assegni 'azzurri', al termine della vita lavorativa, è di 1.734 euro, mentre le femmine si fermano a 1.077 euro, con una differenza di ben 657 euro al mese.