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La bozza del piano Destinazione Italia, quello che Enrico Letta definì un "grande pacchetto di dismissioni e incentivazioni per l'attrazione degli investimenti esteri", arriverà domani in Consiglio dei ministri.
Nel documento, messo a punto ieri nella riunione tra il premier, i ministri interessati e i tecnici dell'esecutivo, si legge l'intenzione di concretizzare le 35 misure indicate "in un provvedimento di iniziativa governativa entro l'autunno". Sempre entro fine ottobre il Tesoro dovrà individuare le partecipazioni da dismettere mediante "procedure competitive", ovvero aste, oppure "operazioni di largo mercato rivolte a investitori istituzionali e al pubblico retail".
Nel pratico Destinazione Italia Spa dovrebbe nascere come spin-off di Invitalia ed "entità unica - si legge sempre nel documento - con la responsabilità dell'accompagnamento dell'investitore in Italia". Accorperà e riorganizzerà le competenze in materia di Invitalia, Ice, Desk Italia presso il Ministero dello sviluppo economico. I risultati del lavoro dovranno essere presentati al Cdm ogni sei al Cdm e resi pubblici.
Tra le linee guida del piano lo "stop alla sindrome dell'outlet ", per la quale attrarre investimenti significherebbe ""svendere allo straniero per fare cassa", e a quella di "Fort Apache" che tenderebbe a fare alzare muri per difendersi dal declino.
Per valorizzare il patrimonio pubblico tra le 35 operazioni è stata inserita anche la revisione dei "criteri di assegnazione dei beni", da adeguare "ai valori di mercato" e "la durata dei contratti" delle concessioni demaniali. Un esempio quello delle spiagge. Previste anche "gare", si legge, per "accrescere la concorrenza".
Dal provvedimento arrivano anche misure di stimolo alla crescita dimensionale delle imprese turistiche e all'attrazione di developer turistici. Previsto infatti il riconoscimento "per 3 anni di benefici fiscali e contributivi alle imprese che si aggregano; di rafforzare ed estendere gli incentivi alle reti di impresa, con specifica attenzione alle imprese turistiche; di concedere incentivi ad investimenti greenfield e brownfield di sviluppo turistico che creino posti di lavoro".
Ulteriori finanziamenti sarebbero previsti per gli investimenti superiori a una "soglia minima (ipotesi, da confermare: 100-150Mln euro), con particolare riguardo allo sviluppo di poli turistici selezionati e al Mezzogiorno: aree ad alto potenziale turistico, oggi poco sviluppate, dove il turismo rappresenta un'opportunita fondamentale e la principale chance di sviluppo economico e occupazionale".
Nella bozza di 'Destinazione Italia' si prevede anche che "il datore di lavoro che assume a tempo indeterminato o a tempo determinato con contratto di lavoro di durata superiore a 12 mesi possa stipulare un contratto di reinserimento con un ulteriore lavoratore che sia iscritto alle liste di mobilita' o si trovi in cassa integrazione straordinaria ovvero benefici dell'AspI (Assicurazione Sociale per l'Impiego), per una durata pari alla rimanente durata del trattamento di sostegno del reddito. Da questo contratto di reinserimento - prosegue la bozza - il datore potra' recedere liberamente, in ogni momento e senza preavviso, con conseguente diritto del lavoratore di tornare a fruire del trattamento di sostegno del reddito spettante. Il datore di lavoro dovra' erogare per la durata del contratto di reinserimento solo un trattamento integrativo dell'AspI, esente da imposte e contributi", si legge ancora nel testo.
La bozza di 'Destinazione Italia' prevede inoltre di introdurre un quarto tipo di apprendistato (cosiddetto 'semplificato'), la cui disciplina è rimessa interamente all'autonomia contrattuale delle parti individuali del rapporto di lavoro, che preveda una formazione semplificata, condotta solo 'on the job' ed esclusivamente a carico dell'azienda".