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Un sistema per rilanciare l’economia a partire dalle imprese edili, che potrebbero costruire a costi contenuti e con classi energetiche superiori. Questa la ricetta anticrisi del Direttore Generale di Finlombarda Giorgio Papa per le piccole e medie imprese, strette tra la mancanza di liquidità e le difficoltà di accesso al credito. “Oggi – spiega Papa a Ign, testata online del Gruppo Adnkronos - i terreni costano meno e le costruzioni sono più efficienti. Qua a Milano, ad esempio, stiamo lavorando ad un grande progetto basato su questo criterio che, attraverso strumenti di ingegneria evoluta, ci permetterà di utilizzare queste unità abitative per il social housing”.
L’idea del dg di Finlombarda nasce dalla necessità di sostenere le aziende italiane a superare l’impasse dovuto alla diminuzione dei finanziamenti bancari, sempre più scarsi e costosi. Tra maggio 2012 e maggio 2013, secondo un rapporto di Confartigianato, i prestiti alle aziende hanno subito un calo del 4,2%, pari a 41,5 miliardi di euro in meno. Al calo della quantità di finanziamenti, inoltre, va aggiunto l'aumento dei tassi di interesse che per i prestiti fino a 1 milione di euro si è attestato mediamente al 4,36%, mentre per i prestiti fino a 250.000 euro è salito al 4,85%. Valori tali da lanciare l'Italia al secondo posto della classifica dei tassi più alti d'Europa, preceduta soltanto dalla Spagna.
Rispetto alla media Ue, la differenza è di 84 punti base in più, ma lo spread sale a 148 punti base nel confronto con i tassi medi pagati dalle imprese in Germania. “Le imprese sono in una situazione difficile - afferma Papa -. Le banche non sono più in grado di sostenere la domanda proveniente dal sistema produttivo perché hanno problemi a loro volta. Per questo, secondo me, servirebbero più partnership pubblico-private. Dovremmo arrivare almeno a un valore più equilibrato tipo un terzo-un terzo-un terzo”.
Ad essere più penalizzate, sul fronte dei tassi di interesse, le piccole imprese con meno 20 addetti. Quanto al razionamento del credito, le più colpite sono le imprese artigiane: a dicembre 2012 lo stock di finanziamenti è diminuito del 5,7% rispetto a fine 2011, attestandosi a 52,5 miliardi di euro. “Credo - aggiunge Papa - che bisognerebbe avere una banca pubblica, una cassa depositi e prestiti più importante, e rendere le finanziarie regionali, specie nelle regioni più grandi, in grado di fare più operazioni di garanzia”. Forti di un maggior potere contrattuale, “le regioni avrebbero infatti la possibilità di ottenere finanziamenti con un minor impatto sul conto economico, perché abbattono i rischi”.
In questo senso l’operazione ‘Cash’ recentemente avviata dal patron di Diesel e della holding Otb Renzo Rosso, ovvero un’azione di supply chain finance rivolta agli attori della filiera dei suoi fornitori, potrebbe costituire un modello da imitare. “La Regione - spiega Papa - potrebbe mettere in piedi un sistema, al quale Finlombarda sta già lavorando con il Politecnico, per trasmettere i benefici dell’azienda che sta sopra all’intera filiera a tutti i suoi fornitori e subfornitori, i quali potrebbero operare in un sistema più garantito e godere delle stesse condizioni dell’azienda che ha un rating più forte”.
Per il dg di Finlombarda, tuttavia, serve una politica industriale più precisa, più mirata a difesa delle eccellenze regionali. “Se le imprese non hanno futuro - dice Papa - non si può continuare a sostenerle perché assorbono risorse che sono sempre più limitate”. Mentre le imprese che “fanno ripartire l’intero sistema economico”, come ad esempio quelle di costruzioni, avrebbero bisogno oltre che di fondi anche di specifici interventi. “Stiamo pensando - rivela Papa - a un fondo strutturale che acquisisca l’invenduto con un doppio obiettivo: prima di tutto di togliere un problema alle imprese e poi far si che possano ricominciare a costruire senza più fardelli sulle spalle. Certamente - conclude il dg di Finlombarda - tutti dovranno fare un passo indietro perché se si aspetta che i problemi si risolvano da soli non credo che ci saranno grandi prospettive”.