31 luglio 2014
31 luglio 2014

18:40 - Renzi su Cottarelli: "Farà quel che crede. Spending review si fa anche senza di lui"

"Che farà Cottarelli? Farà quel che crede". Così il premier Matteo Renzi alla Direzione del Pd. "Non è che se c'è Cottarelli si fa la revisione della spesa e se non c'è, non si fa", ha poi sottolineato il presidente del Consiglio aggiungendo: "La revisione della spesa c'è, chiunque ci sia come commissario, questo o un altro".

"Il punto è che faremo la revisione della spesa - ha spiegato Renzi -Perché con i 16mld che stanno nella revisione della spesa siamo al 2,3%, non al 3%". Per Renzi, "i numeri non sono un problema, la vera questione che abbiamo di fronte è non incaponirsi su una virgola perché c'è la grande questione della priorità della politica, che o riprende spazio e fa il suo mestiere o nessuno di noi ha un ruolo". Poi ha aggiunto: "Se riusciamo a essere coerenti con questo mandato il 40% è coerente. Ma se deleghiamo ai tecnici il compito di governare discutendo di una poltrona o due abbiamo perso la scommessa e anche l'elettorato".

La giornata era iniziata con il commissario alla spending review che, sereno e con il viso sorridente, sull'ipotesi di sue dimissioni circolate sulla stampa ai cronisti che all'ingresso del ministero dell'Economia lo incalzavano aveva risposto: "Non ho niente da dire". Un no comment sulla vicenda era arrivato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan: "Non mi pare questa la sede per rispondere", aveva detto nel corso di una conferenza stampa al Tesoro.

A tagliare corto poco dopo era stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio: ""Non c'è nessun caso Cottarelli", ha detto arrivando alla Direzione del Pd.

A far scatenare le voci di possibili dimissioni ha contribuito il post pubblicato ieri sul suo blog da Cottarelli, secondo il quale si sta diffondendo "la pratica di autorizzare nuove spese indicando che la copertura sarà trovata attraverso future operazioni di revisione della spesa o, in assenza di queste, attraverso tagli lineari delle spese ministeriali". Era già successo d'altra parte, ricorda ancora, nella Legge di Stabilità del 2014, nel decreto legge 4 di fine gennaio 2014, con cui si evitò il taglio delle spese fiscali, e nel decreto legge sulla Pa, per finanziare i pensionamenti dei funzionari 'anziani'. E si riaffaccia nel Dl competitività per finanziare il pensionamento di alcuni lavoratori arrivati alla cosiddetta ''quota 96''.

A conti fatti però, aggiunge, "il totale delle risorse che sono state spese prima di essere state risparmiate per effetto di queste decisioni ammonta ora 1,6 miliardi per il 2015. Intendiamoci: tecnicamente, la copertura c'è. Ma questa è in realtà costituita da tagli lineari perché la promessa di future operazioni di revisione della spesa non può essere accettata come copertura sul piano giuridico". Una cosa che in prospettiva significa che le risorse che deriveranno dalla revisione della spesa per il 2015 non potranno essere usate per la riduzione della tassazione, o del deficit o per effettuare altre spese prioritarie. Oppure che si dovranno attivare i sopracitati tagli lineari. Una tendenza, questa, per Cottarelli "preoccupante": "Continuando così nuove spese saranno finanziate o tramite risparmi che non sono stati ancora approvati a livello politico o attraverso i famigerati tagli lineari che la revisione della spesa vorrebbe evitare". Anzi, ha del paradosso: "La revisione della spesa (futura) viene utilizzata per facilitare l'introduzione di nuove spese".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy