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Sul fronte della competitività si sono fatti "pochi progressi" nell'area Euro, anche se in Spagna e anche in Italia c'è stato "qualche segnale incoraggiante". Lo dice il presidente della Bce, Mario Draghi, intervenendo al Parlamento europeo
"Tassi di interessi più alti destabilizzerebbero i paesi che sono già in situazione difficile" ha sottolineato in audizione davanti alla Commissione Affari Economici e Monetari dell'Europarlamento in qualità di presidente dell'Esrb.
Commentando la situazione del Portogallo, Draghi è poi tornato a invitare i politici a "non vanificare i progressi raggiunti sul consolidamento fiscale" che deve essere reso più orientato alla crescita. Draghi ha comunque riconosciuto i costi sociali di questi interventi sottolineando come "il disagio sociale è una tragedia''.
Attualmente, ha poi osservato, si registrano ''difficoltà di accesso al credito per le pmi in particolare nei paesi sotto tensione''. ''Le grandi aziende anche nei paesi sotto tensione hanno una maggiore facilità a reperire finanziamenti'', ha sottolineato Draghi.
Più in generale, la situazione economica nell'area dell'euro, ha detto Draghi, ''è più stabile e più resistente rispetto a un anno fa''. ''Nel complesso l'attività economica nell'area dell'euro sembra stabilizzarsi e ci dovrebbe essere una ripresa nel corso dell'anno a un ritmo moderato'', ha sottolineato Draghi.
Per quanto riguarda l'Unione bancaria, ha proseguito, ''sono stati compiuti passi in avanti'' ma ora ''bisogna concretizzare gli impegni'' e attuare le misure decise ''rapidamente'': ''la posta in gioco è troppo elevata per permetterci dei ritardi''. ''Serve un'azione risoluta'' e in quell'ambito il Parlamento europeo ''ha un ruolo fondamentale da svolgere''. L'Unione bancaria è fondamentale per ''creare un quadro di supervisione che possa prevenire un ripetersi dei rischi del passato''.