21 aprile 2011
21 aprile 2011

Accertamento esecutivo più leggero

6:48 - Riequilibrare e ridurre la pressione sulle imprese e sui professionisti

In caso di ricorso del contribuente, la possibilità per il Fisco di chiedere il pagamento del 50% della maggiore imposta contestata sarà "sterilizzata" fino alla sentenza emessa dai giudici tributari di primo grado. È questa l'ipotesi cui starebbe lavorando l'Economia per "riequilibrare" e ridurre la pressione sulle imprese e sui professionisti in vista dell'arrivo dal prossimo 1° luglio del cosiddetto «accertamento esecutivo». Uno strumento contro cui le categorie produttive fin da subito hanno mosso numerose critiche, alle quali si sono poi aggiunte anche le preoccupazioni per una vera e propria paralisi dei processi tributari. Il solo freno, con non pochi limiti tecnici, all'esecutività dell'accertamento è rappresentato dalle richieste di sospensione su cui dovrebbero pronunciarsi i giudici tributari. Il rischio concreto è che dal 1° luglio, senza un intervento correttivo del legislatore o del Governo, le commissioni tributarie, già in affanno con organici ridotti, si debbano concentrare esclusivamente su migliaia di richieste di sospensione degli atti di accertamento. Non solo. Un'introduzione soft dell'esecutività dell'accertamento - che potrebbe trovar posto anche nel prossimo decreto sviluppo più volte annunciato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti – consentirebbe anche di liberare energie e risorse dei giudici tributari in servizio verso i ricorsi ordinari. Anche per questo potrebbero essere previsti "contrappesi" per evitare liti temerarie.

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