Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
Il 51,3% delle micro imprese italiane che si sono rivolte ad una banca negli ultimi tre mesi ha denunciato un aumento delle difficoltà reali nell’accesso al credito.
Inoltre, il 37% delle micro imprese italiane ha accusato un peggioramento dei rapporti con il sistema bancario. Sono questi i due principali risultati emersi da un’indagine commissionata dalla CGIA di Mestre a Panel Data, su un campione di 800 micro imprese distribuite su tutto il territorio nazionale.“L’aumento dei costi, dei tassi bancari, la richiesta di maggiori garanzie e le difficoltà sempre più crescenti nell’ accesso al credito – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – sono le cause che hanno deteriorato il rapporto tra le piccolissime aziende ed il sistema creditizio. L’area geografica che ha maggiormente risentito di questa situazione è il Nordovest: quasi un’azienda intervistata su due, precisamente il 48,9%, ha denunciato questo peggioramento ”.
L'indagine telefonica è stata realizzata tra il 13 e il 17 ottobre di questo mese. L’obiettivo che si sono posti gli artigiani mestrini è stato quello di verificare, a seguito dell’aggravarsi della crisi economica e finanziaria avvenuta in questi ultimi tre mesi, se i rapporti tra le micro imprese con meno di 20 addetti e il sistema bancario sono peggiorati. Purtroppo, dalle risposte emerse, viene confermata la tesi che si sospettava: le banche stanno cominciando a chiudere i rubinetti del credito.
Come sta succedendo nel mercato del lavoro, anche nel settore del credito cresce il numero degli “sfiduciati” tra gli imprenditori, ovvero di coloro che hanno deciso, nonostante i grossi problemi di liquidità che si sono aggravati con la crisi, di non ricorrere all’aiuto di una banca. Infatti, l’86,2% degli intervistati ha dichiarato che non si rivolgerà ad un istituto nei prossimi tre mesi. “Un segnale preoccupante – conclude Giuseppe Bortolussi – dettato, come dimostra anche questa indagine, dalle misure sempre più restrittive imposte dalle banche alle imprese. Pertanto, questa situazione rischia di indurre molte imprese, soprattutto al Sud, a ricorrere a forme di approvvigionamento del credito in maniera irregolare, con il pericolo di un forte aumento dell’usura e delle attività estorsive”.