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La sentenza T-123/09, pubblicata oggi dalla quinta sezione del Tribunale dell’Unione europea, respingendo il ricorso di Ryanair, ha stabilito che non v'è stata violazione dei principi comunitari del libero mercato nella vendita dei beni di Alitalia, anche se il prestito di 300 milioni di euro da parte dello Stato è risultato illegitto e va recuperato.
Il respingimento del ricorso di Ryanair in merito alla vendita dei beni è dovuto al fatto che il Tribunale ha deciso che la vendita è avvenuta in maniera fedele ai preszzi di mercato e non vi è stata alcuna irregolarità da parte della Commissione esaminatrice, come invece soteneva la compagnia irlandese.
A ben vedere, la Commissione Ue ha sottoposto le offerte di ALitalia a indagini specifiche per assicurarsi che il prezzo proposto non fosse inferiore al prezzo di mercato. Pertanto, non v'è stata alcuna continuità economica tra la compagnia italiana e Cai, poichè quest'ultima non ha tratto alcun beneficio essendo che la cessione non è avvenuta a un prezzo inferiore rispetto a quello legalmente previsto.
In definitiva, Ryanair non è riuscita a provare la messa in pericolo della propria posizione concorrenziale dipendente nè che gli aiuti ad Alitialia l'abbiano coinvolta in aniera negativa.