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Per quanto instupidito dai farmaci, il post dell’altroieri in cui prendevo le distanze da forme di protesta sbagliate contro Agenzia delle Entrate ed Equitalia aveva una ragione aggiuntiva, oltre a quella di mero principio. Impedire che la polemica preventiva e le parole di Befera Mastrapasqua mettessero in cattiva luce la protesta indetta per il giorno successivo. A Cagliari, migliaia e migliaia di imprenditori e contribuenti ieri hanno sfilato per ore scandendo slogan contro l’iniquità e l’illegittimità delle procedure seguite da Equitalia ed Entrate. E’0 stata una protesta civile, forte, appassionata, alla quale va personalmente il mio appoggio che è poca cosa, ma che soprattutto mi auguro si estenda il più possibile in tutta Italia. L’Associazione commercianti e artigiani liberi, che è stata parte rilevante dell’organizzazione della giornata, nasce fuori dalle tradizionali strutture e sigle della rappresentanza, ed è dichiaratamente apolitica. Cioè diffida sanamente delle promesse da campagna elettorale. Di questo c’è bisogno.
Di uomini liberi che risentano il pieno diritto di alzare la voce contro il sopruso continuato di uno Stato che nega ai propri cittadini le prerogative di cui unilateralmente si autoattribuisce ciò che a quel punto non è più diritto ma privilegio . Dai sequestri preventivi ai fermi d’impresa, dagli interessi stellari sul petito prima che si abbia diritto a ogni pronuncia in contenzioso non basata sull’inversione dell’onere della prova, le cronache quotidiane italiane negli ultimi anni sono sempre più fitte di fallimenti d’impresa decretati dal pretese di un fisco non solo vrace, ma soprattutto incostituzionale. Un fisco che copre di discredito e manda in protesto migliaia e migliaia di famiglie, strappando uomini donne alle proprie attività decennali.