3 gennaio 2013
3 gennaio 2013

Architetti, governo vari provvedimenti

12:00 - Sulle stp

"Sono anni che chiediamo e attendiamo che i liberi professionisti possano formare apposite società, come avviene nel resto d'Europa, ma da troppi mesi ormai il provvedimento che dà attuazione alle società tra professionisti giace in un cassetto ministeriale, immaginiamo per la tenace opposizione dei colleghi del Consiglio nazionale forense. Opposizione che però ora, dopo il varo della loro riforma, non ha più alcun motivo d'essere". Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Mario Monti, al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, e ai ministri della Giustizia e dello Sviluppo economico, Paola Severino e Corrado Passera, affinchè, prima delle elezioni, il governo vari, in attuazioni delle leggi vigenti, il regolamento che consenta di avviare le società tra professionisti.
"Ogni ulteriore ritardo - continua la lettera - sarebbe non solo ingiustificabile, ma anche dannoso per oltre un milione di professionisti italiani, in particolare per i giovani che, anche grazie ai provvedimenti da voi stessi adottati quali le 'start up' e le 'società a 1 euro', si troverebbe, invece, nelle condizioni per un migliore accesso al lavoro, integrando le competenze e mettendo assieme le risorse".
"Lo stesso - prosegue - riguardo alla possibilità di accesso dei professionisti italiani alle reti d'impresa, che l'Agenzia delle entrate impropriamente nega agli iscritti agli Albi, contro la lettera e lo spirito delle norme comunitarie, in contraddizione con la possibilità in essere da decenni. Professionisti che, in questa situazione, non possono far parte dei Geie, Gruppo europeo di interesse economico”.
"I doveri di attuazione della riforma - continua ancora - sono una nostra responsabilità in quanto organi ausiliari dello Stato, e ne siamo consapevoli, così come lo siamo per quanto concerne la vostra responsabilità riguardo all'attuazione di leggi e di norme comunitarie in vigore".
"Mirare poi, con azioni burocratiche ad hoc, a impedire ai professionisti di fruire degli stessi vantaggi fiscali delle imprese - conclude la lettera - appare evidentemente in contraddizione con la volontà di rilanciare lo sviluppo e di creare, nell'interesse generale, nuove opportunità di lavoro"

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