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In una Alte Oper, il vecchio palazzo dell'Opera di Francoforte, circondata da alcune decine di manifestanti, i leader politici ed economici dell'Europa si sono ritrovati per la cerimonia di congedo a Jean-Claude Trichet, che dopo otto anni lascia la presidenza della Banca centrale europea.
Alla presenza della cancelliera tedesca Angela Merkel, del presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, del presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker e del successore di Trichet, il governatore di Bankitalia Mario Draghi, gli oratori hanno ricordato i risultati della presidenza del banchiere francese, che nel suo mandato ha dovuto affrontare la crisi dei mutui subprime prima e ora quella del debito sovrano dell'Eurozona.
Trichet ha dovuto affrontare ''il periodo più difficile dalla creazione'' della Bce e durante la crisi è stato ''il primo, il più veloce'' ad agire, è stato il tributo di Draghi tributa al presidente uscente.
Draghi, nel suo indirizzo di saluto, traccia un profilo del banchiere francese, ripercorrendone la brillante carriera. "Tutti noi, e io in particolare, abbiamo molti motivi per essere grati a Jean Claude", premette, per poi evidenziare che "nella sua vita professionale hanno convissuto diversi modi di essere, che si sono continuamente influenzati l'un l'altro, in una sorta di straordinaria 'cross-fertilization". Draghi, dunque, cita i quattro profili che ha avuto "la fortuna di apprezzare" dal loro primo incontro, molti anni fa: "Il funzionario, lo statista, il banchiere centrale, l'uomo di cultura". Dopo aver citato i passaggi fondamentali del percorso di Trichet, prima da direttore generale del Tesoro francese e poi come Governatore della Banca di Francia, Draghi si sofferma sulle sue qualità "apprezzabili in diverse circostanze critiche, come quelle attuali, quando è indispensabile tenere il polso fermo, sapendo che l'arte di governare richiede determinazione e pragmatismo, fermezza". Queste ultime, osserva, "sono qualità che si possono trovare davvero solo negli uomini di cultura, a prescindere dal settore di attivita' in cui sono impegnati". A questo proposito, Jean Claude "è un esempio per tutti noi", conclude, evidenziando che "è stato e rimane un amico di grande valore".
Un elogio particolarmente significativo è arrivato dall'ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt per il quale "solo il consiglio direttivo della Bce, guidato da Trichet, si è dimostrato capace di agire nella crisi finanziaria e del debito", a differenza dei leader politici europei. Parole quantomai importanti visto che proprio da parte tedesca sono giunti in questi mesi dure critiche all'interventismo dell'Eurotower, con l'acquisto di titoli sul mercato secondario.
Il passaggio di consegne è stato anche l'occasione per parlare della crisi. La riforma dei trattati dell'Ue non può essere "tabù" se si tratta di migliorare la risposta alla crisi del debito sovrano, ha affermato la Merkel aggiungendo: "Se l'euro fallisce, fallisce l'Europa. Ma noi non lo permetteremo". La cancelliera ha riconosciuto come l'azione delle istituzioni europee davanti alla crisi si è rivelata troppo lenta. Nel suo intervento anche il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ha chiesto più disciplina fiscale e una maggiore integrazione economica in Europa.