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''L'economia europea e mondiale continuano a dover fronteggiare sfide impegnative nel tempo. La politica deve continuare ad attuare le misure concordate e lo deve fare con determinazione''. Ad affermarlo è il presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso di un'audizione al parlamento europeo.
Sulle prospettive economiche della zona euro pesano ''tre grandi rischi''. Il primo, sottolinea Draghi, ''è quello di una mancata attuazione delle decisioni politiche prese''; il secondo deriva da possibili ''rischi macroeconomici'' e il terzo è quello legato alle ricadute negative sul credito bancario.
''Ci aspettiamo nel breve termine una debole attività economica'' nella zona euro, ha poi sottolineato Draghi affermando che ''la ripresa in seguito sarà molto debole''.
''Credo - afferma subito dopo - che sia molto importante'' che il meccanismo unico di supervisione bancaria europeo ''entri in vigore come previsto il primo gennaio 2013''. E' importante, sottolinea, che il regolamento entri in vigore dal primo gennaio 2013 ma poi ''c'è un periodo di adeguamento. Servirà circa un anno per rendere operativa la struttura''.
''Una maggiore crescita'' economica sarà raggiunta ''dal superamento della frammentazione che ha afflitto la zona euro'', ha sottolineato il leader della Bce per il quale ''è fuori di dubbio che il processo di risanamento dei conti pubblici nel breve termine avrà ricadute negative sull'economia e già si sono registrate in diverse aree della zona euro. Ma non c'è alternativa''. La crisi è iniziata, rileva Draghi, ''a causa della non sostenibilità dei disavanzi pubblici'' e quindi ''dobbiamo procedere a un risanamento dei conti pubblici''. ''Dobbiamo essere efficaci e tempestivi e lo dobbiamo fare stando attenti alla giustizia sociale''.
Quanto alla Grecia, ''mi sembrano evidenti i progressi per quanto riguarda le riforme programmatiche. Ci sono stati sforzi significativi. E' chiaro che bisogna fare di più''. Per una valutazione definitiva, sottolinea il presidente della Bce, ''dobbiamo aspettare la relazione della Troika per valutare la portata della situazione''.