29 febbraio 2012
29 febbraio 2012

Bce/ Nuovo maxi prestito record: 530 mld e ressa di 800 banche

19:00 - Presenti anche piccoli istituti, evitato prosciugamento credito

La Banca centrale europea è tornata a inondare le banche di liquidità supplementari a tassi agevolati: ha assegnato quasi 530 miliardi di euro, che rappresentano un nuovo record, alla sua seconda maxi operazione di rifinanziamento ultra prolungata a tre anni. Le Borse hanno reagito con rialzi, mentre si sono ulteriormente attenuate le tensioni sui titoli di Stato. Rischiava di essere anche l'ultima operazione di questo genere e, complice anche un ulteriore allentamento sui requisiti richiesti ai titoli finanziari da poter usare come garanzia, i cosiddetti "collateralli", le banche non si sono fatte pregare per sfruttarla: sono accorse numerose come non mai, in ben 800 a ottenere questi prestiti, a fronte delle 523 della prima asta effettuata a metà dicembre.
Ed è forse questo massiccio numero di banche il dato più significativo dell'operazione di oggi - al di là dell'ammontare salito a 529,53 miliardi dai 489 miliardi dell'asta di dicembre - perché indirettamente significa che stavolta dovrebbero avervi partecipato anche molte banche più piccole. Questa adesione di piccoli istituti era cruciale per centrare l'obiettivo primario: contrastare i rischi di prosciugamento del credito bancario nell'area euro (credit crunch), che minacciava imprese e famiglie e poteva aggravare ulteriormente il quadro in una fase già debole dell'economia.
Del resto l'ammorbidimento dei parametri sui collaterali, annunciato a inizio febbraio dal presidente della Bce Mario Draghi, serviva proprio a favorire l'accesso anche alle piccole banche ai rubinetti dell'Eurotower. Perché sono quelle maggiormente attive sul finanziamento dell'economia reale a livello locale, e se normalmente si riforniscono di liquidità presso le banche più grandi, che hanno accesso ai rifinaziamenti della Bce, nei mesi scorsi si erano evidenziate di fatto interruzioni in questi canali interbancari. Non a caso oggi il presidente della Commisione europea, Jose Manuel Barroso, ha elogiato la Bce proprio per le "azioni decisive" con cui ha scongiurato un collasso del redito bancario nell'area euro.

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