6 dicembre 2012
6 dicembre 2012

Berlato, Paesi Ue non danno più per scontato di poter sacrificare produzione

12:10 - L'industria dei tabacchi

"Quei Paesi europei che davano per scontato che si potesse sacrificare la produzione di tabacco in Europa stanno capendo che, soprattutto in questi periodi in cui l'occupazione viene vista con preoccupazione da parte dell'ente pubblico, e' una pazzia andare a perdere migliaia di posti di lavoro". Lo dice a Labitalia Sergio Berlato, deputato al Parlamento europeo del Pdl con alle spalle una vicepresidenza alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo.
"Andando a penalizzare e a mettere in ginocchio un settore come quello del tabacco - spiega - che da' lavoro a circa 400mila famiglie non solo non riduce il consumo delle sigarette, ma aumenta la dipendenza dai Paesi extracomunitari per dei prodotti la cui salubrita', pero', non e' assolutamente garantita".
"Da tempo - fa notare Berlato - in sede europea ho avuto modo di contrastare le iniziative falsamente salutistiche dei Paesi del centronord Europa che hanno condizionato fortemente le iniziative Ue. Cio', infatti, ha fatto si' che venissero tolti gli aiuti al settore del tabacco, in maniera assolutamente irrazionale, anziche' continuare a fornire aiuti al tabacco come alle altre produzioni agricole". "Tuttavia - rimarca l'europarlamentare - i Paesi che non sono produttori di tabacco, come appunto quelli del centronord Europa, si chiedono come mai debbano aiutare i produttori quando spendono tanti soldi per curare la gente che si ammala per l'uso del tabacco. E' un ragionamento, questo, totalmente sbagliato".
"In realta' - avverte Sergio Berlato - non e' l'uso del tabacco che fa ammalare ma e' l'abuso dei prodotti derivati. La stessa cosa avviene per l'acool: se assunto in dosi esagerate produce gravi danni alla salute delle persone, ma non per questo si decide di sdradicare le viti in Europa e non si assume un atteggiamento persecutorio nei confronti di quella cultura".
"Gli investimenti che devono essere fatti - auspica - devono fare in modo di educare consumatori ad evitare l'abuso del tabacco. Anche perche' una riconversione delle coltivazioni di tabacco con altre colture e' praticamente impossibile, perche' spesso il tabacco viene coltivato in zone non adatte ad altre produzioni". "Continuare a colpire i produttori di tabacco - osserva - significa dare una gratuita penalizzazione al settore, sapendo che l'Europa importa piu' del 70% del proprio fabbisogno di tabacco da Paesi extraeuropei che lo producono utilizzando spesso delle sostanze chimiche fortemente cancerogene, cosa che invece non avviene in Europa per le rigide norme vigenti".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
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