18 gennaio 2013
18 gennaio 2013

Bersani: "No alla patrimoniale, ma Italia arrivi alla fedeltà fiscale"

11:45 - Il piano sul Fisco

"L'ho detto in tutte le lingue: non credo nella patrimoniale, l'abbiamo già sugli immobili e si chiama Imu. E su questa penso ci debba essere una maggiore progressività che favorisca chi è più in difficoltà". Lo ha spiegato Pierluigi Bersani ospite di 'Radio24' scandendo che "per quel che riguarda il resto dei patrimoni, quelli finanziari, non intendo affatto concepire una patrimoniale perché penso che il nostro problema sia la tracciabilità".
Bersani assicura di ''non voler fare il Robespierre o il Saint Just'' ma quello che serve ''è che l'Italia arrivi alla fedeltà fiscale. Voglio una Maastricht della fedeltà fiscale''.
Proprio parlando di fisco, il leader del Pd ha spiegato che "ogni euro che si recupera dall'evasione fiscale lo metteremo per abbassare le tasse" e non ci sarà "mai più un condono". Poi, a proposito di liberalizzazioni, ha detto: "Liberalizzare è di sinistra. La destra in Italia non è mai stata liberale, per ragioni storiche. Noi dobbiamo sapere allora che la nostra vocazione è liberale e sociale".
Bersani ha anche parlato di Irap: "Bisogna alleggerirla, quando si trovano i margini. Per esempio la quota lavoro va ridotta, abassata, progressivamente sterilizzata". "Bisogna alleggerire chi investe per dare lavoro, chi lo fa deve avere un aiuto -ha spiegato il leader del Pd-. Poi bisogna animare un po' l'economia e suscitare linee di invesitmento che ingaggino pubblico e risparmi famigliari, trovare le chiavi per muovere un po' l'economia".
Da qui una stoccata a Berlusconi che "parla di tagli subito, ma con lui la pressione fiscale è aumentata di 4 punti virgola qualcosa e ora è pesantissima".
Bersani ha poi negato l'esistenza di un accordo con Mario Monti. "No, non capisco perché si scrivano queste cose. C'è una civiltà di discussione, ci sono ancora in corso scelte di governo da fare: il Mali, il bilancio europeo, il movimento dei prefetti. Dopodiché, sul piano della civiltà politica, ognuno ha le sue posizioni e si farà campagna elettorale così" ha detto, senza risparmiare critiche al premier sulla questione della personalizzazione delle politica, ieri definita un cancro per il sistema. "Qualcuno ha obiettato che ho usato parole toppo forti, violente. Ma lo dico da tre anni - ha aggiunto - ed è la prima volta che la vedo sbucare sui giornali. E' un problema basico: mi riferisco al fatto che c'è la tendenza, reiterata negli ultimi 20 anni, a costruire formazioni politiche attorno a persone più o meno brave o gradevoli".
Quanto al timore di molti mercati finanziari per l'incertezza alla vigilia del voto, Bersani ha tagliato corto: "Queste cose sull'incertezza non le ho mai capite. In tutto il mondo si vota e non si sa mai il risultato prima: si va a votare e ci sarà un governo stabile. Punto".

 © Informati S.r.l. – Riproduzione Riservata
Iscriviti alla newsletter
Fiscal Focus Today

Rimani aggiornato!

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.

Per favore, inserisci un indirizzo email valido
Per proseguire è necessario accettare la privacy policy