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L'Aula di Palazzo Madama ha dato il via libera al cosiddetto 'processo lungo' votando la fiducia al provvedimento presentato dal Governo. A favore si sono espressi 160 senatori di Pdl, Lega e Coesione Nazionale, contro 139 loro colleghi di Pd, Idv, Udc, Mpa, Api e Fli. Il ddl adesso passa all'esame della Camera per l'approvazione definitiva.
Al voto del Senato era presente anche il neo ministro della Giustizia, Nitto Palma, al suo esordio in un aula parlamentare nella nuova veste di Guardasigilli. Protesta dei senatori dell'Italia dei valori che, nel corso del dibattito che ha preceduto il voto di fiducia, hanno esibito alcuni cartelli con scritto 'Ladri di giustizia' mentre Maurizio Gasparri (Pdl) interveniva in dichiarazione di voto sulla fiducia sul ddl.
Sul testo approvato si era espressa, lanciando un vero e proprio allarme, l'Associazione nazionale magistrati. Per il sindacato delle toghe con le norme sul processo lungo tutti gli imputati di processi penali saranno prima scarcerati e poi "prosciolti per prescrizione" e i magistrati "non potranno celebrare alcun processo in Italia". In particolare, spiega in un documento redatto dalla Giunta dell'Anm in seguito alla decisione del Governo di porre la fiducia sul ddl: "Le modifiche al codice di procedura penale in materia di ammissione delle prove in dibattimento avranno effetti devastanti sul funzionamento dei processi penali, determinando di fatto la paralisi di tutti i dibattimenti attualmente pendenti. Con le nuove disposizioni, infatti - si legge nel testo dell'Anm - verrebbe eliminata la possibilità per il giudice di escludere l'ammissione di prove manifestamente superflue o irrilevanti, mentre potranno essere escluse solo quelle non pertinenti". E poi le considerazioni dell'organo di governo dell'Associazione: "Si tratta con tutta evidenza dell'ennesima legge finalizzata a interferire su procedimenti giudiziari in corso, anche a costo di paralizzare la macchina giudiziaria e di esporre al ridicolo l'intero sistema. I magistrati italiani hanno il dovere di denunciare che con queste norme non sarà più possibile celebrare alcun processo in Italia e che gli imputati, anche di fatti gravissimi, saranno prima inevitabilmente scarcerati per la decorrenza dei termini di custodia cautelare e poi prosciolti per prescrizione".