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Il commissario europeo all'Energia, Günther Öttinger, scrive preoccupato al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, contestando la politica italiana sull'energia rinnovabile. I dipendenti delle aziende dell'energia pulita, e soprattutto del fotovoltaico, scioperano a sostegno del settore. Ma l'industria del cemento protesta: i nuovi ritocchi della bolletta elettrica dovuti anche agli incentivi alle fonti rinnovabili di energia pesano sui costi di produzione. Una prima bozza del decreto sugli incentivi sarebbe stata presentata ieri (presentata ma non consegnata) durante un incontro tecnico con le Regioni, in vista della conferenza unificata Stato-Regioni. La principale novità è che fino al 2013 gli incentivi al fotovoltaico avrebbero una riduzione modesta per i piccoli impianti fino ai 200 chilowatt di potenza, ma un taglio più sostenuto per le centrali solari più grandi. Poi si passerebbe a un incentivo modellato sull'esperienza tedesca, legato all'andamento dei costi. Nella lettera di Öttinger a Romani, due pagine mandate da Bruxelles il 15 aprile, il commissario europeo invita il governo italiano a stare attento non compromettere gli investimenti nel settore delle rinnovabili, investimenti che potrebbero essere messi in discussione dal nuovo decreto, e invita a rendere trasparenti gli obiettivi italiani al 2020 con incentivi chiari e stabili.