26 ottobre 2011
26 ottobre 2011

Bruxelles: epicentro dell'indagine sui mercati europei

9:30 - Ecofin cancellato. Ancora aperte le divergenze tra gli Stati membri. Critico il confronto sull'Efsf.

Occhi dei mercati puntati su Bruxelles, dove i capi di stato e di governo dell'Unione Europea dovranno elaborare una risposta convincente e esaustiva alla crisi del debito europea. Su un summit che era stato concepito come il momento delle decisioni, dopo il vertice interlocutorio della scorsa settimana, pesa già l'ombra della cancellazione dell'Ecofin inizialmente previsto prima dei lavori del Consiglio Europeo. La notizia, arrivata nel pomeriggio di ieri, fa infatti pensare che le divergenze tra i Ventisette siano ancora ampie, per quanto il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso, si sia detto sicuro che gli incontri di oggi saranno un successo. "E' il momento di finirla con le incertezze" ha avvertito Barroso.
Tre i principali punti all'ordine del giorno: la Grecia, il potenziamento dell'Efsf, il fondo salva-stati europeo e la ricapitalizzazione delle banche dell'area. Su quest'ultima questione ci sarebbe già un accordo di massima che fissa intorno ai 100 miliardi di euro la somma necessaria agli istituti di credito del vecchio continente per rafforzare il proprio capitale portando il Core Tier a quel minimo del 9% richiesto dall'Autorita' Bancaria Europea. Non sono ancora però chiari i dettagli del piano.
Il dossier ateniese ha invece come nodo principale la partecipazione dei privati al programma di salvataggio. E' ormai evidente che alle banche che detengono bond ellenici verrà chiesto di sopportare una ristrutturazione molto più pesante di quella prevista in precedenza, che contemplava un 'haircut' pari al 21%. Ieri il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha stimato intorno al 50% le perdite che dovranno essere accettate dai creditori per scongiurare un default della Grecia.
Piu' complessa la discussione intorno all'Efsf, la cui capacità effettiva dovrà essere portata ad almeno mille miliardi di euro dai 440 attuali per poter mettere al riparo anche paesi come la Spagna e l'Italia, che oggi dovrà rassicurare i partner sui propri impegni per il risanamento dei conti e le riforme. Si sta lavorando a una soluzione che consenta al fondo salva-stati di dotarsi di 'leva' e quindi di aumentare la propria potenza di fuoco senza un aggravio per le casse dei paesi Ue. Archiviata la proposta francese di dotare l'Efsf di licenza bancaria, restano sul campo i due modelli citati ieri nel testo che il cancelliere Angela Merkel sottoporrà prima del summit al Bundestag: il primo prevede un'assicurazione per chi investe in bond di paesi a rischio, il secondo istituisce un fondo indipendente aperto alla partecipazione dei privati.

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