Rimani aggiornato!
Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter, e ricevi quotidianamente le notizie che la redazione ha preparato per te.
I partiti politici che sostengono Mario Monti hanno lamentato oggi la mancata realizzazione del meccanismo di stabilizzazione degli spread deciso al summit di fine giugno ed espresso la preoccupazione che possa rimanere lettera morta mentre l'Italia è impegnata in un importante percorso di risanamento.
I commenti di Pd e Pdl arrivano dopo che ieri la cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto alla televisione tedesca che la Germania non concederà aiuti agli Stati europei in difficoltà senza condizioni lasciando intendere che l'utilizzo dei fondi Ue salva-Stati potrebbe essere meno semplice di quanto Italia e Spagna desiderino.
Ma le due dichiarazioni arrivano anche in concomitanza con la notizia che la Corte costituzionale tedesca non si pronuncerà sulla legittimità del fondo salva-stati permanente Esm prima del 12 settembre, cosa che rende molto probabile una sospensione del dibattito fino ad allora.
"La presa di posizione di ieri della Merkel e l'orientamento di cui parlano i giornali di rinviare a settembre l'avvio dello scudo anti-spread mette in evidenza che mentre il nostro Paese è impegnato su più fronti a prendere provvedimenti...a livello europeo le decisioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno rimangono per aria", ha detto il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto.
Il mese scorso, dopo 14 ore di intense discussioni, i leader europei hanno deciso su insistenza di Roma e Madrid che i fondi salva-stato Efsf e Esm potranno essere utilizzati in modo "flessibile ed efficiente per stabilizzare i mercati" e sostenere i paesi in difficoltà che rispettano le raccomandazioni Ue sul bilancio.
Il comunicato finale non ha fornito ulteriori dettagli ma è stato spiegato che i fondi potranno acquistare bond sul mercato primario e secondario sulla base di un memorandum of understanding sottoscritto dal paese interessato e fino a un certo ammontare.
Italia e Spagna hanno annunciato che non intendono per ora ricorrere a questo meccanismo di stabilizzazione degli spread nella speranza che l'accordo di Bruxelles di per sè possa risultare un deterrente sufficiente contro la speculazione.
Nelle aspettative di Monti sarebbero stati i ministri delle Finanze dell'euro nelle riunioni del 9 e forse anche del 20 luglio a "cristallizzare e formalizzare" le decisioni dei leader.