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Di fatto, come ricordavamo ieri, la settimana di trading vera e propria e' incominciata ieri con la volatilita' e i primi movimenti direzionali che non si sono fatti attendere. Primo fra tutti l'eurodollaro che ha messo a segno un rialzo partito sotto quota 1,25 e che lo ha portato a un massimo di 1,2576, e a seguire la sterlina che pure ha ritestato i massimi recenti piu' significativi in area 1,5850. A dire il vero queste oscillazioni non hanno interessato in generale il mercato, con gli indici azionari che hanno sostanzialmente consolidato i prezzi attorno i quali gravitano da alcune sedute e le materie prime che ancora performano al rialzo ma senza escursioni di prezzo degne di nota. Sicuramente, dopo la piattissima giornata di lunedi' era lecito pensare che il mercato potesse intraprendere un qualche percorso rialzista o ribassista, soprattutto per quelle che potevano essere azioni poste in essere da operatori importanti piuttosto che per alcune scadenze di opzioni. Dal punto di vista macro, l'evento che ha focalizzato l'attenzione degli investitori e' stato evidentmenete la ripresa delle aste dei titoli di stato, a cominciare dalla Spagna che ha collocato titoli a breve termine con tassi in netto calo rispetto all'ultima asta di luglio; bene anche il collocamento di CTz e BTP italiani per un ammontare di 3 miliardi, con tassi calmierati e un ottimo bid to cover ratio. Cio' che ha frenato gli entusiasmi e' stata invece la richiesta ufficiale da parte della Catalogna, la regione piu' ricca di Spagna e che contribuisce da sola per un quarto del Pil iberico, di aiuto finanziario per 5 miliardi di euro a causa delle grosse difficolta' di rifinanziamento a fronte di una liquidita' insufficiente per far fronte ai pagamenti sul debito. L'Unione Europea da subito si e' mostrata disponibile ad un intervento in soccorso al paese, mentre il suo primo ministro si e' affannato a ribadire che Madrid non sta negoziando con la BCE. E' singolare, e lo osserviamo una volta di piu', come nonostante ci siano delle gravi sofferenze finanziarie, paesi come la Spagna siano reticenti ad avanzare richieste ufficiali di aiuto, perche' questo comporterebbe un commissariamento della propria politica e del governo dell'economia e la dipendenza dai diktat degli organi centrali, leggasi BCE e Troika, che al contempo vengono visti come salvatori di ultima istanza da un lato e impositori di politiche rigide e inflessibili da dover far rimanere fuori dalle questioni interne dall'altro.
Ma per non perderci in considerazioni che appaiono ovvie ma allo stesso tempo sterili, riportiamo brevemente l'attenzione ai prossimi temi sul piatto e che potrebbero influire sul corso dei prezzi. Dal versante europeo, oggi avverra' l'incontro tra il premier Monti e la cancelliera Merkel, mentre negli Stati Uniti la campagna elettorale si infiamma e si affaccia lo spettro del ''fiscal cliff'' per il quale l'agenzia di rating Fitch e' pronta a tagliare la tripla AAA del paese. Da osservare quest'oggi il dato sul PIL Americano e quello immobiliare sulla vendita di abitazioni su base mensile.