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La filiale italiana del colosso francese Credit Agricole, Capirama, scommette sulle PMI e ha deciso di stanziare per il 2011 un nuovo plafond di 1,3 miliardi di euro destinato a 8.800 Pmi selezionate tra quelle già clienti del gruppo e in tutti i settori di attività. Il progetto prevede un pacchetto di 220 milioni di euro dedicato a 1.350 aziende clienti che operano in questi due settori. Un effetto per certi versi naturale, considerato che Cariparma-Credit Agricole in Italia opera in 10 regioni ma tradizionalmente è molto radicato nella food valley emiliana e nel Nord-Est dove ha raccolto l'eredità di Friuladria. «Si tratta di linee di credito a breve e medio-lungo termine già deliberate – ha spiegato Nicola Generani, direttore del marketing retail del gruppo Cariparma – per importi che vanno da un minimo di 20mila euro ad un massimo di 300mila». Il pacchetto dedicato al settore agricolo è "confezionato" tenendo conto delle esigenze tipiche delle imprese con strumenti come le cambiali agricole, le cambiali di conduzione e il prestito di scopo. «In pratica – spiega ancora Generani – scegliamo le imprese più meritevoli e concediamo loro una via preferenziale di accesso al credito, con spread dell'1,8% sul medio-lungo termine. Da quest'anno, poi, se l'azienda presenta la garanzia consortile per almeno il 50% dell'importo, lo spread si riduce di 50-60 punti base. Questo è stato possibile grazie agli accordi con i principali Confidi di categoria». Il vantaggio per le imprese è anche nei tempi, assicura Generani, dal momento che tutto lo "scoring" dell'impresa beneficiaria del prestito è stato fatto a monte. Le aziende destinatarie dell'iniziativa, infatti, sono state selezionate e definite "meritevoli" in base al rating interno elaborato dalla banca e sulla base dei parametri di Basilea 2.