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"Siamo qui non per difendere i diritti di una categoria, ma quelli dei cittadini. Non abbiamo scopi corporativi, né finalità economiche, siamo l’ultimo baluardo della giustizia e per questo ci battiamo". Così il presidente della Cassa forense, Alberto Bagnoli, intervenendo alla manifestazione nazionale dell'Avvocatura indetta oggi a Roma dall’Oua, presso il Cinema Adriano.
"Tra gli argomenti che più preoccupano gli avvocati -ha spiegato Bagnoli- c’è quello della previdenza. Nel capitolo sulla riduzione della spesa pubblica della legge 'Salva Italia' c’è una norma che minaccia l’autonomia delle casse previdenziali private, che con la spesa pubblica non hanno nulla a che fare. Non gravano sulle casse dello Stato, anzi le finanziano grazie alle imposte versate dai professionisti".
"Due anni fa Cassa forense ha fatto una grande riforma del sistema previdenziale -ha sottolineato il presidente dell'ente- con cui abbiamo chiesto agli iscritti un sacrifico. Ma non l’abbiamo fatto per togliere soldi alla categoria, ma per assicurare a tutti, soprattutto ai giovani avvocati, il diritto a una pensione dignitosa a fine carriera. Oggi il governo sta vanificando i nostri sforzi, chiedendoci un equilibrio a 50 anni senza tener conto del patrimonio".
"L’obiettivo -ha continuato Bagnoli- è chiaro: impadronirsi dei patrimoni delle casse previdenziali private. Noi non possiamo permettere che accada, dobbiamo batterci per difendere la nostra indipendenza. E, sia chiaro, noi non abbiamo intenzione di chiedere ai nostri iscritti altri sacrifici, abbiamo già fatto abbastanza".
"Il prossimo appuntamento è per il primo marzo al 'Professional Day' -ha concluso il presidente- dove saranno presenti tutte le categorie professionali, perché la protesta appartiene a ognuna di loro. Parleremo di sussidiarietà e del ruolo sociale delle professioni; del welfare professionale; della qualità e dei costi delle professioni; delle società che alterano il profilo della libera professione".