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Le imprese private che hanno piu' unita' produttive sul territorio nazionale possono assumere in una unita' produttiva un numero superiore, rispetto a quello previsto, di lavoratori disabili aventi diritto al collocamento obbligatorio, portando automaticamente le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti nelle altre sedi. Sul nuovo sistema di compensazione territoriale, sancito dalla legge 148/2011, il Ministero del Lavoro ha fornito chiarimenti, precisando che rimane fermo il numero complessivo di disabili che ogni impresa deve assumere obbligatoriamente per legge e che la compensazione non e' piu' subordinata all'autorizzazione dello stesso Ministero. La medesima possibilita' e' stata estesa alle imprese che fanno parte di un gruppo, cioe' alle societa' collegate (quelle sulle quali un'altra societa' esercita un'influenza notevole) o controllate (quelle in cui un'altra societa' dispone della maggioranza dei voti o di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria, o che sono sotto l'influenza dominante di un'altra per effetto di particolari vincoli contrattuali). Anche in questo caso, un'impresa del gruppo con sede in Italia puo' assumere un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portandolo automaticamente in compensazione con le minori assunzioni effettuate in altra impresa del gruppo operante in Italia. Il solo adempimento a cui sono tenute le imprese e' quello di inviare ogni anno entro il 31 gennaio per via telematica, ai servizi competenti delle province in cui hanno sede le unita' produttive, un prospetto informativo dal quale risulti l'adempimento dell'obbligo a livello nazionale.
La compensazione non puo' invece essere utilizzata automaticamente dai datori di lavoro pubblici, che sono tenuti a chiedere l'autorizzazione preventiva, con le modalita' che saranno individuate dal Dipartimento per la Funzione Pubblica.