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Dalla Cina giungono nuovi segnali di indebolimento della crescita economica, confermando le prospettive di nuove contromisure da parte delle autorità. Secondo il Financial Times le imprese cinesi stanno iniziando a chiedere slittamenti sulle forniture di alcune materie prime chiave, come il carbone e il ferro, e in alcuni casi estremi sono finite addirittura insolventi sui pagamenti. Il quotidiano cita fonti industriali secondo le quali questa dinamica di peggioramento si è evidenziata maggiormente nelle ultime settimane.
Sempre il FT riporta come perfino un gigante globale come la coreana Samsung abbia espresso "preoccupazione" sulla debolezza della domanda dei consumatori cinesi, che risente delle misure restrittive precedentemente adottate dalle autorità.
Perché fino a qualche mese fa la maggiore preoccupazione di Pechino sembrava essere la crescente inflazione. Adesso invece i timori sembrano esser decisamente virati sull'indebolimento della crescita e adesso è su questo versante che le autorità potrebbero decidere di intervenire. Nei primi tre mesi del 2012 la crescita economica cinese ha segnato un rallentamento al più 8,1 per cento su base annua: se per un paese europeo si tratterebbe di una crescita inarrivabile, per gli standard del Dragone è invece il valore più contenuto da quasi tre anni, anche se ancora non prefigura quello che gli economisti definiscono "atterraggio pesante".