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E' ripartito l'esame della manovra. Depositati i primi emendamenti dei relatori nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera e al momento resta fissato in 500 euro il tetto del cash pagabile dalle pubbliche amministrazione per gli stipendi, la pensione e i compensi. Nel pacchetto, tuttavia, mancano ancora le novità più attese su Imu e pensioni, temi ai quali il governo sta ancora lavorando per cercare le coperture necessarie alle modifiche.
I presidenti delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, Giancarlo Giorgetti (Lega) e Gianfranco Conte (Pdl), inoltre, hanno chiesto lo slittamento dell'approdo in aula del decreto a mercoledì. Intanto è scontro tra governo e sindacati.
Due ore di incontro fino a tarda sera ieri fra il premier Mario Monti e i leader sindacali non sono servite a trovare un accordo sulla manovra economica. I sindacati hanno confermato per oggi lo sciopero generale di tre ore. Per Susanna Camusso, leader della Cgil, l'incontro con il premier si è "concluso con un impegno un po generico". Nessuna risposta secondo Camusso è arrivata "nel merito" per risolvere quelle che per Cgil, Cisl e Uil sono ingiustizie nei prelievi che colpiscono soprattutto i più deboli. Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, ha commentato al termine dell'incontro con il Professore di ritenere che ci "debba essere molta più equità".
Secca la replica del governo che ha sottolineato come sia "imperativo" mantenere "invariati i saldi della manovra". Per Palazzo Chigi, infatti, il decreto in discussione in parlamento include soltanto i provvedimenti più urgenti, ma ad essi seguiranno altre misure per completare il processo delle riforme avviato.
Per quanto riguarda l'esame degli emendamenti, al momento resta il tetto di 500 euro del cash pagabile dalle pubbliche amministrazione per gli stipendi, la pensione e i compensi. Nell'emendamento dei relatori alla manovra il limite non viene alzato a circa 980 euro come si era ipotizzato, ma i relatori Pierpaolo Baretta (Pd) e Maurizio Leo (Pdl) potranno depositare nuove proposte di modifica nella giornata di oggi. I In particolare, l'emendamento precisa che stipendi, pensioni e compensi dovranno essere pagati con "carte di pagamento prepagate" e "carte elettroniche istituzionali, inclusa la tessera sanitaria". Viene eliminata la formula generica che diceva che i pagamenti dovevano essere corrisposti con "strumenti diversi dal denaro contante ovvero mediante l'utilizzo di strumenti di pagamento elettronici bancari o postali".