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Torna a crescere per la prima volta da un anno a questa parte l'indicatore dei consumi Confcommercio (Icc). In particolare, dopo la netta contrazione di marzo, l'Icc ha segnato un aumento dell'1,1% in termini tendenziali, anche se, osserva Confcommercio, i dati grezzi degli ultimi due mesi, in parte influenzati dalla diversa collocazione delle festività pasquali e dal venir meno dell'effetto statistico sugli acquisti di autovetture vanno interpretati con una certa prudenza.
In termini congiunturali, e al lordo della vendita di automobili, l'Icc mostra un incremento dello 0,4% variazione che, in termini di media mobile a tre mesi, ha determinato un modesto recupero. L'indice, al netto delle autovetture, si è portato sul valore più elevato degli ultimi due anni. Secondo l'analisi di Confcommercio, la situazione generale continua comunque ad essere caratterizzata da un insieme disomogeneo di elementi positivi e negativi che contribuiscono al permanere di un clima di incertezza sulle prospettive a breve dell'economia.
Infatti, se da un lato i timidi segnali di miglioramento sul versante dei consumi sembrano avvalorati dal recupero registrato a maggio dal clima di fiducia delle famiglie, dall'altro risultano meno favorevoli le prospettive sul versante delle imprese, visto il pessimismo sul futuro a breve manifestato dalle aziende di tutti i settori produttivi, che lascia ipotizzare un'ulteriore perdita di slancio della ripresa nel secondo e terzo trimestre dell'anno. Tale tendenza sembra confermata anche dai risultati dell'indagine rapida di Confindustria che segnala a maggio, in termini congiunturali, un incremento dello 0,1% della produzione industriale e dello 0,4% degli ordinativi.