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L'Italia è in recessione, i consumi sono in crollo, nel 2013 la pressione fiscale raggiungerà livelli record e ci saranno 800mila lavoratori in meno. A fotografare la situazione dell'economia italiana è il centro studi di Confindustria che ha avvertito: se crolla l'euro sarà anche peggio.
Il prodotto interno lordo del nostro Paese si attesterà quest'anno allo 0,5% per poi crollare dell'1,6% nel 2012. Confindustria ha rivisto nettamente al ribasso le previsioni diffuse a settembre quando stimava una crescita del Pil dello 0,2% l'anno prossimo. Per la ripresa occorrerà aspettare il 2013 (Pil +0,6%). Il direttore del Csc, Luca Paolazzi, ha comunque sottolineato che quello elaborato è uno scenario ottimistico che "si basa sull'idea e la speranza che la crisi dell'area euro venga superata rapidamente, che ciò consenta di bloccare il credit crunch e che rientrino rapidamente le tensioni sui tassi d'interesse a lungo termine, con il rendimento dei Btp sotto il 5% entro la primavera".
La pressione fiscale in Italia raggiungerà livelli record: tra due anni quella effettiva, che esclude il sommerso, supera abbondantemente il 54%. Questo, allerta Confindustria, "rende ancora più impellente utilizzare ogni strumento di contrasto all'evasione fiscale".
La crisi si fa sentire con forza sul mercato del lavoro: il centro studi di Confindustria stima che, a fine 2013, ci saranno 800mila persone occupate in meno rispetto all'inizio del 2008. E' quanto stima il Centro Studi di Confindustria fotografando la situazione dell'economia italiana. E' "molto probabile che si attenui il reintegro delle persone in Cig, aumentino i licenziamenti, il tasso di disoccupazione salga più velocemente e raggiunga il 9%" nel 2013. Le unità di lavoro perse saranno 957mila.
Crollano i consumi delle famiglie italiane che stringeranno sempre più la cinghia. Il centro studi prevede consumi allo 0,6% quest'anno, in calo dell'1% nel 2012 e allo 0,4% nel 2013.