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Secondo l'Istat, l'indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato a novembre da 93,3 a 96,5.Ma le associazioni dei consumatori Federconsumatori e Adusbef, però, contestano il dato. "Dopo un brevissimo sprazzo di lucidità - spiegano i responsabili delle due associazioni di consumatori - l'Istat ha ricominciato a dare i numeri. I dati sulla fiducia dei consumatori in aumento sono fin troppo ottimisti per essere reali".
Secondo Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti "è ancora troppo presto per valutare la fiducia dei consumatori in relazione allo scenario che si è venuto a creare con il nuovo governo. Per avere valutazioni attendibili - spiegano - sarebbe opportuno aspettare almeno di conoscere con esattezza quali saranno le misure che intenderà mettere in atto e quale sarà il suo gradimento. L'unica certezza - concludono - è la situazione di crisi che continua ad opprimere le famiglie: potere di acquisto in continuo calo, crollo dei consumi, prezzi e tariffe in forte aumento".
Per l'Istat, invece, il miglioramento, è diffuso a tutte le componenti ed è particolarmente marcato per il clima economico generale, con il relativo indice che passa da 76,0 a 83,4. L'indicatore relativo alla situazione personale degli intervistati aumenta da 98,6 a 101,6. Inoltre, il miglioramento della fiducia è diffuso in tutte le ripartizioni ed è particolarmente marcato nel Centro e nel Mezzogiorno. Anche l'indice che misura le previsioni a breve termine segna un marcato progresso, salendo da 82,1 a 89,1; quello relativo alla situazione corrente passa da 101,0 a 102,2. Migliorano, in particolare, le valutazioni prospettiche sulla situazione del paese (da -70 a -46 il saldo) e sul mercato del lavoro (con il saldo che scende da 90 a 79).
In miglioramento sono anche i giudizi sullo stato del bilancio familiare, con il saldo che sale da -6 a -1. Valutazioni più favorevoli sono espresse anche sull'opportunità presente e la possibilità futura del risparmio: i saldi delle variabili passano rispettivamente da 150 a 152 e da -89 a -72. Aumenta da 54 a 57 il saldo dei giudizi sull'evoluzione recente dei prezzi al consumo, ma quello sull'evoluzione nei prossimi dodici mesi segna un netto calo (da 26 a 12).